Spaghetti alla puttanesca versione laziale

Spaghetti alla puttanesca ricetta laziale Una ricetta dal nome grottesco conosciuta ed amata in tutta Italia a cui il calendario del cibo italiano dedica oggi la sua giornata nazione con ambasciatrice la bravissima Maria Di Palma, leggete il suo post sul sito dell’aifb.

Seppur nel Lazio sia luogo comune crederla una ricetta della tradizione romana in verità il piatto ha origini partenopee (dov’era denominato «aulive e cchiapparielle») ed è divenuto romano per adozione differenziandosi da quello campano per la sola aggiunta delle acciughe nella ricetta.

Anche il significato del nome è dibattutto giacchè aleggiano molte “presunzioni” sulla sua etimologia, tutte dibattute.

Secondo le ipotesi più grottesche la ricetta sarebbe nata nei quartieri spagnoli di Napoli, come primo piatto preparato da un ristorante per le prostitute di rientro a tarda notte, per altri invece sarebbe stata ideato proprio da una prostituta di origine provenzale, YvetteYvette la Francese, con l’intenzione di alludere ironicamente con questo nome al più antico mestiere di tutti i tempi.

La tesi più acclarata, tuttavia, vede ideatore l’architetto ischitano Sandro Petti all’inizio degli anni ’50 che l’avrebbe creata per caso quando alcuni amici giunti a tarda serata nel suo locale “Rancio Fellone” avrebbero chiesto al Petti, che si dogliava di non sapere cosa preparare perchè era rimasto a corto d’ingredienti, di fargli “una puttanata qualsiasi” così preparò una pasta con gli ingredienti che aveva a disposizione, almeno è così che egli raccontò nell’intervista da lui rilasciata alla giornalista de “Il Golfo”, Annamaria Cuomo. Per altro a causa  di questo nome così “audace” l’arch. Petti fu redarguido dall’allora vescovo De Laurentis  così nel menù di Montecitorio, per non urtare la sensibilità femminile e porre un freno alla volgarità, il piatto si dice fu rinominato “spaghetti alla gentildonna”.

Il primo accenno alla puttanesca si ebbe agli inizi del XIX secolo quando Cavalcanti, nel suo manuale Cucina teorico-pratica, propose, fra alcune ricette di cucina popolare napoletana, proprio la “puttanesca” anche se a detta dell’Unione dei Pastai Italiani la pasta alla puttanesca divenne popolare negli anni ’60 (il primo accenno avvenne in un romanzo del 1961) ma l’ufficialità la ebbe quando nel 1971 comparve nel celebre libro di cucina “Il cucchiaio d’argento”.

Una ricetta che mi rievoca memorie e sapori di famiglia e che pertanto condivido con una vena di sentimentalismo, un po’ come se vi concedessi di entrare nella mia cucina di famiglia.

Allora seguitemi fra la lista degli ingredienti e la preparazione per realizzare questo pasta davvero gustosa, perfetta per questo periodo in cui i pomodori sono al massimo del loro sapore..

calendario del cibo italiano

Tempo 40 min
persone quantità 4

Ingredienti:

  • 320 g spaghetti
  • 400 g pomodori maturi
  • 100 g olive nere di Gaeta
  • 2 cucchiaini di capperi
  • 4 filetti di acciuga*
  • prezzemolo
  • olio extravergine q.b.
  • sale q.b.
  • 1 spicchio di aglio

Preparazione:

Lavate i pomodori poi praticate un’incisione a croce sui pomodori, metteteli a cuocere in una pentola con dell’acqua e sbollentateli per un paio di minuti poi scolateli ed eliminate la buccia esterna.

Divideteli in due, asportate la parte centrale gelatinosa con i semi poi tagliateli a pezzetti e teneteli da parte.

Schiacciate lo spicchio di aglio con tutta la sua camicia e mettetelo in una padella con un po’ di olio, fatelo colorire poi inserite i filetti di acciuga spezzettati e fate cuocere alcuni secondi.

Unite il pomodoro, una manciata di prezzemolo tritato e le olive, insaporire un paio di minuti a fiamma dolce aggiungete poi i capperi dissalati ed aggiustate con poco sale; vi consiglio di assaggiare il sugo, sulla sapidità del sugo incidono infatti i capperi, quindi solo se necessario aggiungetene ancora.

Abbassate la fiamma e fate cuocere per 10 minuti coperto, quindi aggiungete un bicchiere di acqua tiepida, alzate a medio livello la fiamma e proseguite la cottura senza coperchio finché il sugo non inizia a ritirarsi.  Poi spegnete il fuoco e nel frattempo cuocete la pasta scolandola un paio di minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione.

Una volta scolati gli spaghetti al dente conditeli con il sugo.

Ultimate aggiungendo se volete delle altre olive per decorare come vedete nella foto e volendo altro prezzemolo (alcuni mettono invece l’origano).

Pasta alla puttanesca

Nota: *Per una versione vegetariana omettere le acciughe.

Per questo post mi sono documentata su:

https://it.wikipedia.org/wiki/Spaghetti_alla_puttanesca

http://forum.corriere.it/scioglilingua/26-02-2010/spaghetti-alla-puttanesca-1489175.html

http://www.cibo360.it/cucina/mondo/pasta_puttanesca.htm

 

 

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