Torta rustica ricotta e prosciutto

Torta rustica ricotta e prosciutto cottoPer molti la felicità è dolce per me invece è salata, nel microcosmo i gusti personali si sostanziano infatti in dolci o salati, io mi colloco decisamente nella seconda categoria.

Sull’onda di questa considerazione mi sono resa conto che pur avendo fatto nella mia vita un’infinità di torte, quiche, pie e tarte salate di vario genere nel blog ne ho pubblicate tuttavia poche perchè finiscono sempre tagliate e mangiate prima di poter essere fotografate.

Torta salata, quiche, tarte e pie sono tutti gusci che racchiudono dei gustosi e saporiti ripieni a base per lo più di verdure, salumi, formaggi ma qual’è la distinzione fra loro la sapete!?

La differenza sta per lo più negli ingredienti: la torta salata è un guscio di pasta con un ripieno a base di ricotta o altro formaggio e uova, la quiche ha un ripieno cremoso, denominato appareil, a base di panna e uova, la tarte ha una farcia salata priva di panna, uova e formaggio infine la pie è caratterizzata da due strati di pasta sfoglia che racchiudono un ripieno salato.

Tanti scrigni di pasta di vario genere che si prestano ad essere farciti con una molteplicità di ingredienti, oggi vi propongo un ripieno classico che difficilmente incontra ritrosità quando viene servito in tavola “ricotta e prosciutto” .

Così presentata ha una parvenza francese che farà bella figura anche se la servirete in presenza di ospiti ma anche in un pic nic fra amici così come suggerito da Manolo del blog Shake your life vincitore del contest di Cucina in Cucina che ho avuto il piacere di ospitare nei mesi precedenti e a cui ho passato con piacere il testimonial.

Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara “Di cucina in cucina”, ospitato dal  blog “Shake your Free Life” a tema “Un pic nic tra amici”

Ingredienti per la pasta brisée:

Tempo 45 min
persone quantità 6
  • 250 g di farina 00
  • 125 g di burro freddo
  • acqua ghiacciata q.b.
  • sale q.b.

Ingredienti:

  • 350 g ricotta vaccina (o di pecora) morbida
  • 150 g prosciutto di Praga
  • 60 g parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di noce moscata in polvere
  • sale q.b.
  • pepe q.b. (facoltativo)

Preparazione:

Iniziate preparando la pasta brisèe, mettete in un robot da cucina la farina, una presa di sale, il burro freddo appena tolto dal frigorifero e lavorate tutti gli ingredienti per ottenere un composto sbricioloso (e non avete il mixer potete lavorarli su di un piano infarinato con la punta delle dita).

Infarinate un piano di lavoro, trasferiteci il composto sabbioso dandogli la forma a fontana poi aggiungete, poca alla volta, l’acqua ghiacciata a cucchiaiate* nella quantità idonea ad ottenere un impasto compatto, liscio e sodo.

Dategli la forma di una palla poi avvolgete la pasta nella pellicola e lasciatela riposare in frigorifero per un’ora circa. Se non avete tempo in alternativa potete utilizzare un rotolo di brisèe che si trovano nei banchi dei supermercati.

Riprendete l’impasto solo al momento di utilizzarlo, stendetelo con il mattarello ad uno spessore di 4-5 mm e rivestiteci una teglia tonda da 24 cm con il fondo rimuovibile che avete precedentemente imburrato e infarinato, lasciate cadere verso l’esterno la pasta in eccesso.

Coprite la brisèe che avete steso con della carta forno inumidita per non farla seccare e mettetela con tutto lo stampo in frigorifero fino al momento di utilizzarla.

Per il ripieno: in una terrina setacciata la ricotta, aggiungete il parmigiano, un pizzico di sale, il pepe, la noce moscata e mescolate inserite quindi l’uovo sbattuto con una forchetta e amalgamate con una spatola per ottenere un composto omogeneo (all’occorrenza, se troppo asciutto, aggiungete 2 cucchiai di latte vaccino o di riso non zuccherato se intolleranti al latte).

Inserite per ultimo il prosciutto di Praga tagliato a listarelle e mescolate bene.

Riprendete la brisèe, punzecchiate con i rebbi di una forchetta il fondo, riempitela con la farcia e ripiegate i bordi in eccesso verso il centro.

Infornate 180°C nel forno preriscaldato e cuocete per 30/35 minuti coprendo la superficie con un foglio di stagnola da metà sino alla fine del tempo di cottura per non farla imbrunire troppo.

Sfornate e lasciate raffreddare la torta rustica prima di estrarla dallo stampo.

Servitela tiepida.

torta brisè con prosciutto e ricotta

Se siete amanti del genere salato guardate anche il girasole salato, gli cestini fiore di pasta matta con cavolo nero o cercate nella sezione antipasti per trovarne altre.

Note: Per la buona riuscita della brisèe è importante che il burro sia molto freddo e l’acqua ben ghiacciata.

La quantità di acqua non è misurabile perchè dipende dal tipo di farina, in genere sono necessari da 3 a 5 cucchiai.

Torta salata ricotta e prosciutto cotto

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30 commenti su “Torta rustica ricotta e prosciutto”

  1. Ti confesso che anche nel mio piccolo microcosmo c’è più spazio per il salato, che per il dolce. Solo che come hai ben scritto tu non si riesce mai a trovare tempo per fotografarlo. E allora, viene spazzolato in men che si dica.
    La tua torta salata è squisita!
    A presto Serena…

    1. Ciao Melania, ricordo di aver letto forse in un tuo post la tua inclinazione per i sapori salati mi fa piacere trovare alleate di gusti come te. Un abbraccio

    1. Ciao Manu, è una torta che si presta come appetizer, spezza fame ma anche per un pranzo o una cena frugali, sarà come ho detto amo il salato e in qualsiasi orario potrei mangiarlo. Un abbraccio

  2. Io sono democratica, amo sia i dolci che il salato 🙂
    Le torte salate sono un fantastiche salvacena, anche io ne faccio spesso perchè si possono preparare in anticipo senza affanni. Sinceramente non conoscevo bene la differenza tra le varie versioni, finalmente ho capito. Io pensavo che invece la differenza fosse più legata al contenitore

    1. Ciao Elena tu sei una vera buongustaia imparziale allora.. Sei sempre attenta a tutti i dettagli dei miei post per questo ci tengo a dirti che mi fa davvero piacere, grazie! in verità sono pricipalmente gli ingredienti che distinguono le diverse tipologie del genus torte salate qualcuno la distinzione la attribuisce anche ai gradi di cottura ma personalmente non lo reputo un valido criterio distintivo. Un abbraccio

    1. Cara Antonella la maggior parte delle persone preferisce il dolce come te ma anch’io pur essendo per il salato non disdegno il dolce. Buon week end

  3. Io sono un estimatrice di torte salate, che siano quiche, tarte o pie io le adoro. Ne faccio almeno una a settimana per variare il menù e da me sono sempre gradite. In fondo basta cambiare gli ingredienti e si hanno sempre dei risultati diversi. Questa tua, anche se classica, è davvero una golosità. Brava

    1. Ciao Terry grazie! in effetti sono risolutive facili da fare, spesso ci permettono di smaltire anche gli ingredienti in esubero e lasciano libera la fantasia di crearne infinite varianti. Un abbraccio

  4. Adoro le torte salate, questa è uno spettacolo!!! Non conoscevo la differenza fra un tipo e l’altro, son pasticciona e per me, l’importante è che….siano buone!!! Questa me la papperei seduta stante….
    P.s: anche io vado per il salato, eh?!!!
    Buon fine settimana, un abbraccione

    1. Simo ma tu sei una bravissima pasticciona ed alla fine ciò che conta è mangiare cose buone come dici tu. Quando metti in tavola la portata nessuno pensa alla sua origine o alla distinzione fra un tipo e un altro, si pensa solo a inforchettare 😉 Un abbraccio

  5. Anch’io preferisco il salato, ho letto in uno studio che chi non ama i dolci è di indole più aggressiva… sarà, a me la vista di questa torta salata infonde un gran senso di appagamento e pace 😉

    1. Questo studio non l’avevo sentito, dovrò proccuparmi!? Comunque io non disdegno il dolce ma di sicuro resto più affascinata dal gusto salato. Un abbraccio

  6. Io per non fare delle preferenze se devo dire la verità nel cibo la felità la trovo sia nel dolce che nel salato…per cui con me non puoi sbagliare!!!!
    Di certo poi le torte salate sanno trovare posto in tavola!!!
    Buon week end

    1. Mila di te si può dire allora che sei una buon gustaia equilibrata 😉 E’ vero però che le torte salate trovano sempre un posto d’onore in tavola almeno nella mia è così

  7. A casa mia invece le torte salate non hanno un gran successo e ne preparo sempre pochissime e di rado. Le prediligo in estate per portarle in spiaggia x il mio pranzo e sono sempre ricche di verdura e povere di grassi ^_*
    La tua certo ha un aspetto golosissimo che quasi quasi te ne ruberei una fetta 😛

    1. Consuelo in estate le torte rustiche con verdure sono più leggere e digeribili con il caldo convengo con te 😉 Un abbraccio

  8. sta per arrivare la stagione in cui le torte salate sono le protagoniste e questa tua è assolutamente da rifare: saporita e semplice, di quelle che mette d’accordo tutti e fa venire l’acquolina al primo sguardo!
    un abbraccio cara e buona settimana 🙂

    1. Ciao Tizi, verissimo torte salate così mettono tutti d’accordo ma scatenano anche la corsa a chi si accaparra l’ultima fetta. Un abbraccio

  9. in molti ignorano la differenza tra i termini e chiamano quasi tutto torta salata che di fatto assume sempre nell’immaginario comune il ruolo di pietanza svuotafrigo, salvacena, a prova di chi non ama la cucina: insomma una connotazione che ha sempre un aottofondo di negatività, come se la torta salata non avessa una sua anima propria. E invece tart, pie, quiche e torta salata sono piatti che hanno eccome un’anima e che deve essere valorizzata: e cosa c’è di meglio che iniziare a dare valore proprio a partire dal nome?
    Questa tua torta rustica a me piace moltissimo nella sua apparente semplicità: si fa presto a dire ricotta e prosciutto, ma intanto qui abbiamo un impasto fatto a mano e non srotolato dal banco frigo, hai selezionato un prosciutto già di per sè speciale e, infine, sono sicurissima che la qualità della tua ricotta non deve essere stata ordinaria!
    Come sempre hai il mio pollicione all’insù! 🙂

    1. Cara Elena, hai fatto una disamina attenta e dettagliata di quello che è lo scibile del genus torta salate che come dici tu se debitamente valorizzate assurgono a piatto di valore. Pollice in su per te che sei così attenta alla lettura e ai dettagli, grazie amica. Un abbraccio grande

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