Ogni anno quando si avvicina la festa della mamma indiscutibilmente la torta di rose diventa la protagonista delle tavole e del web, in verità non c’è un vero legame fra questo dolce e la ricorrenza, ciò che le accomuna è il richiamo alla rosa quel fiore che sboccia a maggio, lo stesso mese in cui si celebrano le mamme, un fiore bello come ognuna è agli occhi di un figlio ma delicato come la fragilità emotiva di un cuore di madre.
Le origini storiche di questa torta brioche farcita con crema al burro e dalle sembianze di tante piccole rose sembrano risalire alla fine del XV secolo, si dice infatti che fu realizzata nel 1490 per le nozze tra Francesco II di Gonzaga e Isabella D’Este, il dolce riscosse talmente tanto successo che entrò di diritto a far parte della cultura gastronomica mantovana di cui ancora oggi ne è vanto. In passato c’era l’usanza di regalarla alle giovani neo-mamme per aiutarle a recuperare le forze dopo aver messo al mondo un figlio.
A casa mia solo da qualche anno è diventata un’istituzione della domenica di maggio dedicata alla mamma da quando ho scoperto che a mia madre piace; oggi quindi vi propongo la versione che ricalca i suoi gusti con una marmellata di agrumi al posto della crema al burro (come vorrebbe la ricetta tradizionale ma che a lei non piace) e una generosa manciata di mandorle sopra.
Quest’anno però ho voluto regalarle una versione speciale bicolore e bigusto al cacao e tè matcha e anche se nei gusti lei è piuttosto votata al tradizionalismo ha apprezzato molto il mio estro sperimentale e il sapore particolare, essendo stata pienamente promossa la condivido quindi con particolare soddisfazione.
Un esemplare di torta delle rose diversa dalla classica di cui oggi ricorre la GN nel calendario del cibo italiano
Ingredienti:
| 50 min + lievitazione | |
| 8 |
- 350 g di farina manitoba
- 2 cucchiai di zucchero di canna
- 170 g di latte
- 3 tuorli d’uovo
- 25 g di lievito di birra
- 30 g di olio extravergine di oliva
- 1 pizzico di sale
- zeste di un limone bio
- 1 cucchiaino colmo di tè matcha
- 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
- marmellata di clementini (o arance) q.b.
Ingredienti per decorare:
- 3 cucchiai di miele d’arancio (o millefiori)
- 1 cucchiaio di acqua calda
- 20 g di mandorle in lamelle
Preparazione:
In una ciotola mescolate il lievito con il latte tiepido e lo zucchero fino a quando non si saranno sciolti bene.
In un terrina setacciate la farina con il pizzico di sale, versate mescolando il latte con il lievito sciolto, poi le uova che avrete sbattuto un pochino a parte, lo zeste di limone e l’olio, mescolando per qualche minuto finchè avrete un impasto liscio.
Dividete in due l’impasto, allargate un pochino con le mani ciascuna metà nel centro di una mettete il tè matcha ed impastate velocemente sino a quando l’impasto non avrà assunto un colore compatto (enete presente che il te matcha è un colorante naturale sicchè il colore risulterà un verde molto delicato, vi sconsiglio tuttavia di usarne di più perchè accentuerebbe il retrogusto amaragonolo tipico di questo te e inoltre farebbe perdere troppa umidità alla pasta lievitata).
Fate lo stesso con l’altra metà d’impasto colorandola con il cacao.
Mettete i due impasti a riposare in ciotole separate entrambe precedentemente unte d’olio e ricoperte con della pellicola poi riponetele a riposare per un paio d’ore nell’abitacolo del forno spento ma con la luce accesa e lo sportello ben chiuso fino a quando non avranno raddoppiato il loro di volume.
Trascorso questo tempo riprendete i due impasti e stendeteli ciascuno con il mattarello su un foglio di carta forno dandogli la forma di due rettangoli da 22×15 cm.
Spalmate la superficie di ciascun rettangolo con la marmellata di clementini* lasciando circa 1 cm da ogni bordo (così la pasta aderirà bene quando la richiuderete) e arrotolate la sfoglia su se stessa formando un cilindro.
Tagliate ogni cilindro in tronchetti di 4 cm l’uno, richiudete bene la base di ognuno per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura.
Rivestite il fondo di una tortiera da 24 cm con della carta forno e adagiate pezzi d’impasto ben distanziati tra loro alternando i due colori.
Coprite e lasciate lievitare di nuovo per un’altra ora sempre in un luogo asciutto e caldo.
Cuocete a 180° nel forno statico per 30 minuti avendo cura di coprire la superficie della torta dopo i primi 10 minuti per evitare che si scurisca troppo.
Una volta cotta sfornate e fatela raffreddare.
Nel frattempo mettete le mandorle in un padellino e fatele scaldare pochissimi secondi giusto il tempo che tirino fuori l’aroma non di più altrimenti rischiate che imbruniscano troppo.
Preparate la glassa per lucidare la torta: mettete in una ciotola il miele diluitelo con l’acqua calda e mescolate per ottenere una mixture omogenea.
Spennellate la superficie della torta ormai fredda con questa glassa e cospargete subito con le mandorle per farle aderire.
Nota: *per farcirla in alternativa potete sostituire la marmellata con della crema al burro (70 g di burro e 70 g di zucchero di canna) come la ricetta tradizionale vuole.
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Eccomi Serena sono venuta di corsa! Lo credo bene che sia tanto piaciuta a casa. Mi piace molto la tua versione con quella marmellata di clementine fatta da te poi. Confesso che anche io preferisco la marmellata anziché la crema di burro. Quando la feci infatti, alcuni anni fa, la preparai con la marmellata di arance. Bella anche la scelta della colorazione naturale bicolore. Una meraviglia come tuo solito 🙂
A prestissimo!
Ciao Mile anche la marmellata di arance ci sta divinamente, la torta di rose classica l’avevo fatta già più volte così quest’anno ho voluto fargliene una pensata apposta per lei, in questo modo la costringo a sperimentare qualche ingrediente desueto per lei come il te matcha 😉 Un abbraccio a prestissimo
Ecco qual’era l’ingrediente segreto!!! :))))
Non ci avrei mai preso! Ho giusto giusto del thè matcha in dispensa da poter utilizzare:))
Bravissima Serena!
Claudia il tè matcha essendo naturale non colora molto per cui non era facile indovinare l’ingrediente segreto dalla foto in precottura della torta che avevo messo sul mia pagina Facebook. Usalo nei lievitati ma con parsimonia perchè in quantità eccessiva potrebbe lasciare un retrogusto amaro, in piccole dosi invece da quel tocco esotico e particolare. Un abbraccio
Bellissima la tua interpretazione della torta di rose, un bicolore armonico e gustoso e non ho dubbi che sia piaciuta
Grazie Manu
Ciao Manu la torta di rose essendo un lievitato brioche si lascia mangiare piacevolmente in più quest’anno c’era il fattore novità così è finita presto. Un saluto a presto
Molto bella e molto particolare con te matcha… mi piace tantissimo l’idea del bicolore, complimenti! Un bascione
Patty cara sono contenta che ti sia piaciuta la mia rivisitazione della torta di rose, confesso però che ho guardato con languore la tua versione salata. Un abbraccio
Bellissima complimenti, e sono certa che sia fantastica anche di gusto!
Grazie Lisa sono contenta che ti sia piaciuta. Un abbraccio
Che meraviglia morbida profumata e sicuramente super golosa! Complimenti mi ha conquistata 😘
Grazie Rosalba mi fa piacere che questa torta di rose alternativa ti abbia conquistata ne sono lieta!
Ne vorrei un pezzo…ora…nell’immediato! Ahah!
Carissima Irene sai bene che te ne offrirei molto volentieri!
Bella l’idea del bicolore, brava!
Ciao Anna Laura, fra tante belle torte di rose in questa giornata ho voluto mettere un tocco di estro mi fa piacere sapere che sia piaciuta.
Te ha quedado perfecta :-))
Un saludito
Miju muchas gracias. Un abrazo
Mi piace molto, e sappi che abbiamo apprezzato tutti il tuo estro, come ha fatto la tua mamma. Delicata l’introduzione del post, ho apprezzato anche quello. Non resta che provarci 😉
Grazie!!
Sonia grazie delle belle parole e di aver apprezzato oltre alla ricetta anche il post. Se la provi spero ti piacerà. A presto
Grande idea, il bicolore! Mi viene vogia di provarle tutte…
E’vero Katia oggi è stato un trionfo di torte tutte molto invitanti 🙂
Bellissima la tua versione…complimenti! Magari quest’anno per la festa della mamma la proverò!!
Ciao Alessandra, è una torta che si mangia sempre volentieri in tutti i modi la si fa. Spero ti piacerà
Non sapevo che da tradizione si farcisse con crema al burro, io la preparo sempre con la marmellata, la versione bicolor è assolutamente me-ra-vi-glio-sa! Un abbraccio a te e alla tua mamma
Si Elisa la ricetta tradizionale si fa con una crema al burro ma i gusti personali poi suggeriscono varianti soggettive, qualcuno la farcisce anche con la crema ma io non ho mia provato a noi piace con la marmellata come a te. Io e la mia mamma ringraziamo per l’abbraccio
molto bella e particolare la tua versione della torta di rose! soffice, ricca e davvero golosa! complimenti 🙂
Ciao Tizi bentrovata!sono contenta che ti sia piaciuta, provala vedrai ti piacerà. Un abbraccio
Torta bi-color, golosità doppia!
Mi piace moltissimo!
Lo prendo come un gingle per presentarla le prossime volte 😉 grazie!
Caspita.. così bicolore è bellissima oltre che buona.. Si vede dalla foto che è stra soffice.. baci e buon sabato :-*
Ciao Claudia i lievitati brioche sono di una sofficità che conquista. Un abbraccio
Che proposta originale! Bravissima Serena, un caro saluto :*
Ciao Maria Teresa mi fa piacere ti sia piaciuta, con il lievito madre come fai tu sarebbe stata ancora più soffice ma non l’avevo..
Bellissima Serena, particolare ed intrigante, complimenti!
Ciao Anna grazie, mi fa piacere che ti sia piaciuta la mia versione della torta di rose. A presto
sono fra i pochi a cui il matcha non piace, purtroppo. l’ho assaggiato in mille versioni e anche in una cerimonia del te’ giapponese, dove l’ho mandato giu’ per buona educazione. Da quando vivo qui,pero’, ho fatto una scoperta: e cioe’ che il matcha usato per cucinare e’ un sotto-sotto-sotto prodotto, dal sapore molto meno terroso dell’originale, che cosa l’iradiddio (molto piu’ che in Italia, prezzi da Cartier) e che, come ti dicevo, ha questo gusto cosi intendo da non conoscere mezze misure. L’altro, invece, colora e lascia solo un retrogusto lieve. Te lo porto, appena rientro. E superfluo dire che per la marmellata di arance e le mandorle faccio la ola 🙂 Bravissima!
Alessandra che piacere leggerti! Ciò che dici è vero il tè matcha, ancorchè sia un potentissimo antiossidante, al gusto risulta un po’ forte e dal sapore lievemente ferroso per questo non tutti amano ma in piccole dosi da un sapore particolare. Se me lo porti salto di gioia perchè io lo uso spesso (sul blog ho anche il gelato!) ma più che altro confido in un’occasione per rivederti ne sarei davvero felice. Un abbraccio in stile italiano, pieno di affetto!