Struffoli

struffoli dolce napoletanoIn genere nella tradizione dolciaria italiana si trovano spesso influssi della dominazione araba per cui mi sono sorpresa nell’apprendere che l’origine degli struffoli sia invece di derivazione ellenica, sembra infatti che questi coriandoli di frolla che compongono il dolce siano stati portati nel porto di Napoli dai Greci ai tempi di Partenope.

Anche il nome deriverebbe dal greco il termine “strongoulos” o “stroggulos” (ossia di forma tondeggiante), secondo altri invece deriverebbe dalla parola “strofinare” ovvero il gesto di chi sfrega la pasta fra le mani per dargli la forma di cilindro che successivamente viene suddiviso in piccoli pezzetti a cui verrà data la forma di palline.

La diffusione degli struffioli tuttavia avvenne in epoca più moderna grazie ai conventi napoletani dove venivano preparati dalle suore per offrirli come dono alle famiglie nobiliari che si era distinte per atti di carità.

Ancorchè appurato che sia un dolce tipico della tradizione napoletana nel tempo ha tuttavia conquistato un ruolo anche sulle tavole di altre regioni dove ha assunto denominazioni diverse; per fare un esempio nella mia regione, il Lazio (ma anche in Abruzzo, Marche e Umbria), nei paesi più limitrofi viene chiamato cicerchiata per via della somiglianza con il legume cicerchia.

Per chi non le conoscesse di tratti di piccole palline fritte, avvolte nel miele e decorate con palline di zucchero colorate che gli conferiscono a primo colpo d’occhio un aspetto festoso.

E’ un dolce che mi piace molto e benchè difficilmente io frigga, almeno una volta l’anno in occasione delle feste natalizie appunto, per poterlo gustare mi sacrifico a friggere nella prospettiva della ricompensa finale.

La ricetta che vi suggerisco è di un’autentica napoletana Angela Frenda, giornalista del Corriere della sera e ora apprezzata blogger (non solo da me), che ho tuttavia personalizzato secondo i miei gusti e dandogli una veste diversa ovvero monoporzioni serviti dentro un cestino di frolla.

In questo modo il dolce assume la connotazione di un vero pasticcino e non ci si dovrà creare il problema di avere dita appiccicose di miele, anche se il bello di questo dolce è proprio lo sporcarsi le mani con quello che ai tempi antichi veniva definito il nettare degli Dei”.

Ecco qui ingredienti e step della ricetta..

Per la frolla vedete la ricetta qui

Tempo 2 ore + cottura
persone quantità 8/10

Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 120 g di zucchero
  • 3 uova
  • 3 tuorli
  • 80 g di burro
  • 1 scorza di arancia grattugiata
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 bicchierino di liquore all’anice
  • 400 g di miele
  • olio di arachidi per friggere q.b.
  • confettini colorati per guarnire q.b.

Preparazione:

Step 1 formate le crostatine:

Stendete la pastafrolla su di una spianatoia infarinata poi con un coppapasta tondo del diamentro di 5 cm ricavate dei dischetti e metteteli in una teglia per piccoli muffins.

Per ricavare i cestini ho utilizzato un coppapasta smeralto (come quelli della foto che segue) ma se non li trovate potete usarne uno liscio tondo e dare un bordo liscio sagomata alla tartelletta.

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Fate cuocere le tartellette in forno per 12/15 minuti fin quando il bordo non risulterà dorato.

Sfornatele e fatele raffreddare mentre vi dedicate alla preparazione degli struffoli.

Step 2 realizzate gli struffoli:

Disponete la farina precedentemente setacciata a fontana, inserite nel cento lo zucchero, il lievito, le uova intere, i tuorli, il burro e un pizzico di sale.

Impastate con cura fin quando non avrete ottenuto un impasto omogeneo poi lasciatelo riposare coperto con un canovaccio per circa un’ora.

Trascorso il tempo di riposo riprendete l’impasto staccatene dei pezzetti e rullandolo fra le mani dategli la forma di un cilindro spesso 1,5 cm, adagiatelo su di una spianatoia infarinata e ricavate da ogni cilindro dei tocchetti lunghi 1 cm date ad ogni pezzetto la forma di una pallina (oppure utilizzateli così).

Mette l’olio in una pentola di acciaio dal fondo spesso portate l’olio a temperatura e friggetevi gli struffoli pochi per volta quando diventano dorati toglieteli con un mestolo forato e adagiateli su di un vassoio ricoperto di carta assorbente.

A parte scaldate il miele a fuoco dolce con l’anice e la buccia dell’arancia quando risulterà ben sciolto buttateci dentro gli struffoli fritti e mescolate bene in modo che siano ricoperti di miele su tutti i lati poi metteteli in una ciotola.

Riprendete le tartellette versate sul fondo un po’ del miele avanzato nella ciotola prendete una cucchiaiata di struffoli, adagiateli all’interno della tartelletta e infine cospargetene ognuna con gli zuccherini colorati.

Alloggiate ciascuna tartelletta in un pirottino e poi allineatele in un vassoio da portata.

 

Struffoli dolce natalizio

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Credits:

http://www.taccuinistorici.it/ita/news/moderna/dolci/struffoli-gli-allegri.html

Raccolta di Cucina di Angela Frenda

18 commenti su “Struffoli”

    1. Vale ma che piacere la tua visita e ricevere i tuoi auguri, grazie del pensiero che ricambio di cuore buona Natale a te. A presto

    1. Simona, sono graziosi così vero? e anche pratici così non ci si sporcano le mani di miele. Auguro un sereno Natale anche a te

  1. Buonissimi gli struffoli napoletani, ci è capitato di assaggiarli da parenti calabresi (le tradizioni quelle buone girano in tutta Italia :D)…fanno proprio festa con gli zuccherini colorati!! Che carina la versione pasticcino!!
    Ti auguriamo un Natale sereno e pieno di cose belle.
    Un abbraccio

    1. Grazie Pancettine che piacere ricevere la vostra visita e che bell’augurio mi avete fatto auguro anche a voi un Natale gioioso, pieno di serenità e pimpante come voi! Un abbraccio bis uno per ciascuna

    1. Grazie Elena, ho cercato di dare un trand più moderno ad classico della tradizione pasticcera natalizia ma in ogni modo si fanno sono sempre buoni.

    1. Grazie Irene, sono sicura che prima o poi cederai anche alla alla tentazione di farli anche se non sono una ricetta light ma semel in anno..uno strappetto ci sta pure. Ti abbraccio mia cara e prometto di provare presto i tuoi passatelli

    1. Grazie Anna da una napoletana conosci molto bene questo dolce e la sua tradizione mi fa piacere quindi sentirti dire che anche in veste rinnovata questo dolce classico ti sia piaciuto.

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