
Soupe à l’oignon è un classico della cucina francese dove è considerato un piatto raffinato, tanto da essere presente in molti ristoranti francesi.
In verità la zuppa di cipolle vine fatta da sempre in molte cucine nazionali, forse perchè è un piatto economico, a base di un ingrediente povero e facilmente reperibile tutto l’anno!?
LA CONTESA ORIGINE DELLA SOUPE À L’OIGNON
Sembra che la zuppa di cipolle provenga dall’antica Roma quando i plebei potevano nutrirsi solamente di cipolle, ortaggi e poco altro.
Intorno al XVIII secolo i francesi la modificarono inserendo il brodo di carne e i crostini creando così la loro soupe à l’oignon.
La tesi più accreditata sull’origine di questa zuppa è che derivi dalla carabaccia toscana, importata in Francia da Caterina dei Medici quando sposò con Enrico II d’Orléan.
Secondo la tradizione gastronomica francese, invece, la soupe à l’oignon deriva dalla consuetudine dei nottambuli francesi di consumarla all’alba nei bistrot vicini alle Halles (i mercati generali) dopo una notte di baldoria.
Una leggenda, invece, la attribuirebbe all’invenzione di Luigi XIV, pare che il sovrano una sera non avendo nulla in dispensa da cucinare se non cipolle, burro e champagne li mise insieme e ne fece una zuppa.
Ipotesi tuttavia discutibile poichè risulta inverosimile che un regnante si dedicasse alla cucina in prima persona.
LA FAMA MODERNA DELLA SOUPE À L’OIGNON
In epoca più recente a rilanciare nel mondo della gastronomia questa zuppa di cipolle fu la celeberrima Julia Child, icona della cultura popolare statunitense, che la propose nel suo libro miliare.
Julia Child nel suo Mastering the Art of French Cooking suggerisce di cuocere le cipolle “a fuoco lento, in abbondante olio e burro e poi di continuare a cuocere in una dose generosa di brodo, da mescolare delicatamente“.
Ed è così che, in effetti, viene fatta questa ricetta che in origine si usava come antipasto.
CONSIGLIATA LA CIPOLLA DOLCE DI CÉVENNES
Ancorchè non facilmente reperibile per fare la soupe à l’oignon gratinèe sarebbe consigliato usare la cipolla francese di Cévennesì.
Sul bollino che la contraddistingue c’è scritto “oignon douce des Cévennes” (letteralmente cipolla dolce di Cévennes), è una cipolla dorata dolce che prende il nome dalla regione della Francia meridionale da cui proviene.
Dal 2008 hanno ottenuto la AOC ovvero l’equivalente della nostra DOP italiana.
Ha un colore paglierino, una consistenza soda e croccante e un sapore dolce che la rende gradevole da mangiare anche cruda che cotta.
In cucina si usa spesso nelle insalate ed è ideale per la zuppa di cipolla che questa qualità rende delicata.
LA RICETTA
La ricetta l’ho messa a punto dopo aver studiato un libro di cucina francese che ho e visto diverse su youtube di chef francesi.
Guardando i video degli chef (io che a parte mercì e bonjour di francese non so altro!) ho notato che un cucchiaio di farina è sempre presente nelle ricette d’oltralpe.
Non è così in quelle italiane ancorchè intitolate zuppa di cipolle francese.
Per questa ricetta l’utilizzo degli aromi varia, vi consiglio tuttavia di utilizzare timo e alloro perchè sono due sapori decisi che spezzano la monotonia del sapore dolce della cipolla.
Le cipolle devono necessariamente essere di qualità bianca o al più dorata anche se non doveste trovare quella francese che vi ho consigliato sopra.
Ingredienti per 2 persone:
- 600 g di cipolle Cavennese (o cipolle bianche)
- 30 g di burro
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
- 50 ml di vino bianco
- 600 ml di brodo di pollo
- 1 rametto di timo
- 2 foglie di alloro
- 1 cucchiaino di pepe (io bianco)
- un cucchiaio di farina 00
- 1 spicchio di aglio
- sale q.b.
- 60 g di gruyère
- 6 fette di pane baguette
Preparazione:
Per prima cosa pelate le cipolle e tagliatele a fettine sottili.
Fate fondere il burro con l’olio in una casseruola dal fondo spesso quindi unite le cipolle affettate e fatele stufare a fuoco basso per 15 minuti, mescolando di tanto in tanto, fin quando non diventano trasparenti.
Qualora si dovessero asciugare troppo aggiungete due cucchiai di acqua calda.
In un padellino a fiamma bassissima tostate la farina per pochi secondi, muovendola spesso con un cucchiaio di legno per non farla attaccare. Fate attenzione, non deve diventare ambrata ma restare bianca.
Setacciate la farina in un colino, spolveratela sulle cipolle e mescolate velocemente per non far formare grumi.
Irrorate le cipolle con il vino e alzate la fiamma per far evaporare l’alcool e mescolate costantemente per non far attaccare le cipolle.
Bagnate con il brodo, aggiungete il rametto di timo, le foglie di alloro, l’aglio precedentemente schiacciato con lo schiacciaglio e fate cuocere a fuoco basso per 25 minuti.
A metà del tempo di cottura verificate la sapidità poi regolate di sale, aggiungete il pepe e proseguite la cottura per altri 15 minuti.
Nel frattempo tagliate 6 fette di baguette, riducetene due a dadini e lasciate le altre 4 intere.
Abbrustolite il pane su una padella rovente e grattugiate la gruviera.
Depositate sul fondo di ciascuna cocotte con i dadini di pane e cospargeteli con una manciata di gruyère.
Ricoprite con la zuppa di cipolle fino a riempire 3/4 della cocotte.
Posizionate sulla zuppa una fetta di baguette abbrustolita, spolverizzate con abbondante formaggio grattugiato.
Infornate a 200° per 5 minuti oppure usate la funzione grill per 2 minuti.
Prelevate le cocotte dal forno e servitele subito fintanto che sono ancora calde.

Se volete consultare il libro di Julia Child cliccare qui
Se vi piacciono le cipolle prova anche la cipolla di Acquaviva con crumble al forno.



Adoro la zuppa di cipolle, anche noi in questa stagione la facciamo spesso! 🙂 Buona giornata
Laura cara ma voi in toscana avete carabaccia antesignana della soupe à l’oignon, buonissima e più affine ai gusti italici. Ti abbraccio
Il vino da abbinare a questa deliziosa zuppa deve riuscire a bilanciare il dolce della cipolla con la grassezza del formaggio gruyère, preservando la delicatezza di questa pietanza.
L’ideale è un vino bianco dal profumo intenso e ricco di acidità e tradizionalmente alla soupe à l’oignon. in Francia si abbina il Sauvignon Blanc.
Il Sauvignon è un vitigno di origine francese ma coltivato in tutto il mondo, si caratterizza per la sua nota aromatica molto particolare, erbacea e minerale, che ricorda il muschio, l’ortica, l’uva spina, la foglia di salvia, ortica, foglia di pomodoro e soprattutto, la famosa “pipi de chat” (la pipì di gatto), un odore molto simile a quello dell’ammoniaca.
Per la pietanza di oggi suggerirei un sauvignon italiano ma che a mio avviso ricorda lo stile dei grandi vini della Loira e prodotto da un’azienda biologica del Molise. Si tratta del Sauvignon Villa del Sorbo 2015 della cantina Vinica. Qui i vigneti si trovano a 600 metri di altezza, dove l’esposizione e le escursioni termiche riescono a dare a questo vino grande freschezza ed acidità.
Questo vino, alla vista è giallo paglierino, piuttosto intenso. Al naso spiccano note citrine e di fiori campi, con in aggiunta chiaramente la tipica aromaticità di questo vino. In bocca risulta fresco e ben equilibrato, di corpo e persistente. Finale gradevole e lungo.
Ciao Giulia, avrei scommesso su un bianco in abbinamento con la ricetta avrei scelto un Sauvignon ma certo i dettagli che ci dai tu sono preziosi per orientarci al meglio nella scelta. Grazie per il tuo prezioso contributo
Mamma mia quanto è buona la zuppa di cipolle francese. Vedo che nella tua versione non c’è neanche tanto burro, di solito ne vedo sempre un sacco e la cosa mi blocca un pochino
Ciao Elena, ormai mi conosci sono tendendete al light per cui cerco sempre di allegerire un po’ le mie ricetta, anche con meno burro però è venuta benissimo. Se non fosse che il burro serve per legare con la farina e rendere la zuppa più cremosa lo avrei anche sostituito interamente con l’olio ma il buerre è l’ingrediente che caratterizza buona parte delle cucina francese, eliminarlo avrebbe voluto dire stravolgere un po’ la caratteristica della ricetta così l’ho mantenuto diminuendolo.
Deliziosa, squisita, corroborante. Brava! Baci
Ciao Simona esatto corroborante è il termine più appropriato per questa zuppa perfetta per l’inverno. un abbraccio
buonissima, la faccio anche io e viene sempre apprezzata ! Adesso col freddo che c’è è un vero comfort food !
Non ricordo d’averla mai mangiata, ma il nome…quello mi ha fatto scalpitare e arrivare fin qui. Sono perdutamente innamorata della Francia e delle sue pietanze. Mi garantisci che non è forte come zuppa perché la proverei subito.
La faccio così anche io e trovo sia uno dei piatti più buoni e particolari in assoluto.
tu non ci crederai, ma l’ho fatta ieri!!!! certo a me non è venuta così meravigliosa!!!! un bacino
Adoro questa zuppa…quando vado in Francia non tardo mai ad assaggiarla! Mi segno la ricetta e proverò a farla!
Buongiorno,
volevo farvi notare che c’è un errore nell’articolo, era impossibile che i romani mangiassero le patate perchè sono state importate alla fine del 500
Buonasera Paolo, ciò che dici è esatto il riferimento ai romani è di una prima versione della zuppa fatta di cipolle, l’ingrediente principale della zuppa infatti sono le cipolle. Solo successivamente il piatto si è evoluto con l’aggiunta delle patate. Grazie di aver letto l’articolo, un saluto
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