Pan di ramerino

pane di pasqua

Il pan di ramerino è un panino dolce fiorentino tipico del giovedì santo morbido e profumato.

PERCHE’ SI CHIAMA PAN DI RAMERINO

La ricetta prende il nome da una antica parola toscana del XIV secolo che indicava la pianta di rosmarino, spezia tutt’oggi presente fra gli ingredienti principali con un preciso valore icastico.

LA SIMBOLICITA’ DI QUESTO DOLCE

Il ramerino infatti ha un significato intrinseco religioso e i suoi ingredienti hanno connotati emblematici: il rosmarino (ramerino) nel medioevo veniva usato per allontanare gli spiriti malvagi e nel tempo.

In seguito è diventato simbolo di immortalità dell’anima, l’uvetta e il grano sono invece da sempre considerati simbolo di vita, rappresentano la comunione e rievocano la mistica presenza di Cristo. La simbolicità è evidente anche nell’aspetto dato dal taglio a croce sulla superficie che, oltre a favorire la lievitazione, assume un aspetto religioso.

Sembra che un tempo al grido “coll’olio” i venditori ambulanti lo offrissero alle donne il giovedì santo prima che entrassero in chiesa affinché fosse benedetto durante la messa.

Per tale motivo in principio erano venduti nei forni fiorentini per il giovedì santo e per tale motivo preparati quindi con grande cura e devozione in ragione del loro significato allegorico.

E’ una ricetta della tradizione tramandata di generazione in generazione, tanto nei forni fiorentini quanto nelle famiglie. Oggigiorno non è difficile trovarli nei forni durante tutto l’arco dell’anno benchè resti radicata nei fiorentini l’usanza di mangiarlo il giorno del giovedì Santo e durante il periodo di quaresima.

A dargli quel caratteristico color ambrato è l’olio che viene spennellato sulla superficie con un rametto di rosmarino dopo la lievitazione.

UN ASPETTO SIMILE A UN FAMOSO DOLCE ANGLOSASSONE

Ho provato questa ricetta per curiosità dopo essere rimasta folgorata lo scorso anno dagli hot cross bun di origine anglosassone e con una tradizione del tutto simile. Dato che mi erano piaciuti molto, ho pensato quindi fosse bene omaggiare nondimeno la cultura gastronomica nazionale dando risalto anche una tipicità gastronomica italica.

Anche in questo caso il risultato è stato entusiasmante: panini morbidi, soffici e profumati non troppo dolci che si mangiano volentieri sia da soli che in accompagnamento agli insaccati laddove la timida punta di dolce dell’impasto ben si sposa a contrasto con i salumi esaltandone i sapori.

Se volete portare in tavola un po’ di tradizione italiana, nello specifico toscana, provate questi panini sono certa conquisteranno anche voi come hanno conquistato me.

Ingredienti per 4 persone:

  • 150 g di farina 00
  • 100 g di farina manitoba
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo (o 30 g di
  • 125 ml di acqua
  • 30 ml di vin santo
  • 5 g di lievito di birra fresco
  • 4 g di sale
  • 40 ml di olio extra vergine d’oliva
  • un rametto di rosmarino
  • 80 g di uva sultanina

Preparazione:

Mettete in ammollo l’uvetta in acqua una ciotola con acqua tiepida e vin santo per un’oretta.

Scaldate 25 ml di olio con un rametto di rosmarino su fiamma bassa per pochi minuti poi spegnete.

Sciogliete il lievito nell’acqua a temperatura ambiente insieme al malto d’orzo (o lo zucchero) e mescolate fino a quando lievito e strater (malto d’orzo/zucchero) non saranno ben sciolti nell’acqua.

Aggiungete quindi le due farine e iniziate a impastare fino a gli ingredienti non risulteranno ben amalgamati fra di loro.

A questo punto inserite il sale e l’olio profumato al rosmarino precedentemente scaldato, continuate a impastare sino a quando l’impasto non sarà diventato liscio e omogeneo.

impasto con uvetta lievitato(Se avete una planetaria dopo aver sciolto il lievito nell’acqua con lo starter potete versare tutto nella ciotola del macchinario e impastare con la frusta).

Per ultimo aggiungete l’uvetta ben strizzata e proseguite a impastare.

Riversate l’impasto in una ciotola pulita coprite con un telo pulito e lasciate lievitare nell’abitacolo del forno spento con la luce accesa per almeno 2 ore.

Quando l’impasto avrà raddoppiato il volume impastate di nuovo e dividetelo in piccoli pezzi di 80 g l’uno, dategli la forma di un panino pirlandoli fra le mani e deponeteli su una teglia ricoperta di carta forno, coprite con un telo e lasciateli lievitare per un’ora in un luogo asciutto e al riparo da correnti.

Riprendete i panini e con un coltello dalla punta fine praticate dei tagli a croce in senso orizzontale poi verticale.

Spennellate ciascun panino con l’olio d’oliva al rosmarino poi infornate la teglia e fate cuocere i panini a 180° per 20 minuti finchè non saranno ambrati e ben lievitati.

Una volta sfornati lasciateli raffreddare completamente prima di consumate.

L’idea in più: Per ottenere dei panini lucidi come nella foto sciogliete un cucchiaino di miele in 3 cucchiai di acqua calda poi spennellate ogni panino con questa soluzione mielosa.

Pane dolce pasquale toscano

#ricettedipasqua

Credits: Fiorentini nel mondo

27 commenti su “Pan di ramerino”

  1. complimenti, i tuoi panini sono venuti benissimo! qui da noi non si usa prepararli, in realtà non li ho mai visti nemmeno nei forni, ma magari ora che ho la tua ricetta provo a farmeli in casa, sembrano deliziosi!

  2. Non li ho mai assaggiati ma sai che quando vedo del pane mi vengono gli occhi a cuoricino. Adoro il contrasto dolce salato, mi piace mescolarli. Chissà che profumo questi panini. Se non si ha il vin santo con cosa di potrebbero fare?

    1. Elena in verità nella ricetta originale fiorentina non è previsto, l’idea di aggiungerlo l’ho presa da Jul’s kitchen essendo lei toscana e devo dire che da una nota aromatica in più ma anche senza sono buoni lo stesso per via dell’aromaticità del rosmarino e dell’uvetta ma nel caso un po’ di vino bianco potrebbe andar bene.

  3. Il pan di ramerino m’ha sempre affascinata, me ne ha sempre parlato mio padre (da buon toscano) e non l’ho mai mangiato: il ramerino (sì, lui lo chiama ancora così) nei (semi)dolci è fantastico, quando lo metto nel castagnaccio mi fa impazzire, quindi prendo la tua ricetta e appena ho un momento di calma la provo! Grazie per averla proposta 🙂
    Un bacio.

    1. Tatiana pur non essendo toscana apprezzo molto il sentore di ramerino nei dolci, mi piace infatti anche il castagnaccio (che nel blog trovi in monoporzione) che come questi panini è “semidolce” alla stregua di questi panini che forse apprezzo per lo stesso leit motiv ovvero la timida nota zuccherina. Ti consiglio di provarli. Un abbraccio

    1. Consuelo, se sono venuti bene con il lievito di birra immagino che con il lievito madre saranno ancor più soffici e buoni.

    1. Ilaria tu sei una vera affezionata ricordi anche gli HOT CROSS BUN che ho fatto lo scorso anno e che sono nel blog. In effetti sono un po’ simili entrambi sono fatti con l’uvetta e con un significato allegorico religioso simile. Un abbraccio grande

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