La giornata di oggi del calendario del cibo italiano è dedicata alle ricette che vedono protagonista la prugna di cui è ambasciatrice la brava Camilla Assandri, vi invito a leggere l’articolo sul sito dell’Aifb nel quale approfondisce la conoscenza di questo delizioso frutto dall’origine incerta.
Sembra che il prunus domestica, questa la sua denominazione botanica, sia originario della zona del Caucaso, iniziò ad essere coltivato in Siria poi venne portato nel Mediteraneo dai Romani attorno al 150 a.C. ma la sua diffusione in Europa avvenne più tardi nel 1200 d. C. ad opera dei Cavalieri della Prima Crociata. Oggi si trova un pò ovunque e ne esistano più di mille tipologie con varietà di colori che possono andare dal giallo al violaceo scuro e nomenclature assai diverse.
Si raccoglie da giugno ad ottobre, è ricco di sali minerali (potassio, fosforo, calcio e magensio) e secondo alcuni la sua polpa è utile al fegato per compiere il processo di secrezione biliare. Spesso i termini susina e prugna sono utilizzati indistintamente, si tratta infatti dello stesso frutto ma con la prima si intende solitamente il prodotto fresco, mentre con la seconda quello essiccato.
La prugna è versatile in cucina, si usa sia per declinazioni salate (ottima in abbinamento con la carne) che dolci com’è evidente in questo piatto di territorialità friulana (dove viene chiamato Zwetschgenknödel) che propongo oggi il quale nel triestino viene annoverato nella categoria dei dolci mentre nel goriziano viene considerato un primo, sembra che la ricetta sia stata acquisita in Friuli Venezia Giulia tramite le cuoche boeme che lavoravano al servizio delle famiglie nobili.
Gli gnocchi (ripieni) di prugna sono una ricetta dei ricordi poichè li faceva la nonna di un mio amico natia di Trieste; nonna Nicoletta era una donnina piccola ma alacre e d’intelletto lucido e vivace (ricordo che leggeva ogni giorno il quotidiano fino alla sua tarda età che superò i 90 anni) ed era molto abile in cucina così, durante i tempi dell’università, capitava che li preparasse non solo per il nipote Andrea ma anche per me e la mia amica di allora Barbara occasionalmente ospiti nella sua casa soprattutto quando preparava gli “gnocchi de’ susini” come li chiamava lei nel suo idioma territoriale.
E’ un dolce particolare che vi consiglio di provare se amate il genere oppure se avete un’attitude culinaria sperimentale; alcuni inseriscono una zolletta di zucchero all’interno delle prugna per una maggiore dolcezza ma io non la metto perchè preferisco sentire il sapore naturale della prugna e mantenere un equilibrio netto fra il dolciastro ed il salato.
Vi lascio quindi la ricetta con tutti i passaggi ed una precisazione doverosa, è talmente buono che crea dipendenza..
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Ingredienti:
- 800 g patate farinose
- 250 g farina 00*
- 300 g prugne denocciolate
- 200 g burro
- 1 tuorlo
- 60 g pangrattato
- 60 g di zucchero grezzo
- 5 g di cannella in polvere
- sale (1 pizzico)
Preparazione:
Lavate le patate sotto acqua corrente poi mettetele in una pentola con acqua fredda e fatele bollire per circa 40/50 minuti (verificate con una forchetta che siano morbide prima di toglierle dal fuoco). Quindi scolatele dall’acqua e sbucciatele fin quando sono ancora calde poi fatele raffreddare e lasciatele riposare in frigorifero almeno un’ora.
Trascorso questo tempo riprendete le patate, schiacciatele con il passaverdure e raccoglietene la purea in una terrina. Aggiungete quindi 50 g di burro fuso ed amalgamate.
Versate la purea su di una spianatoia ed aggiungete il tuorlo poi la farina ed impastate fino a quando non avrete ottenuto un composto omogeneo e tendenzialmente elastico.
Prendete parte dell’impasto schiacciatelo un po’ nel palmo della mano e mettete nel centro la prugna denoccialata richiudete e pirlate per dare la forma di una pallina di circa 50 g.
Man mano che li fate metteteli su di un vassoio infarinato poi riponeteli in frigorifero a rapprendersi per circa mezz’ora/1 ora.
Ponete sul fuoco una pentola d’acqua a bollire e cuocetevi gli gnocchi, a più riprese, raccogliendoli man mano che salgono a galla poi fateli a raffreddare in una ciotola con acqua e ghiaccio ed infine scolateli bene.
In una padella fate sciogliere un’altra parte di burro (75 g) a fuoco dolce, aggiungete il pangrattato e mescolate (sempre sul fuoco) poi spegnete il fornello ed inserite anche lo zucchero e la cannella, amalgamate il tutto con cura aiutandovi con un cucchiaio di legno
Sciogliete in un’altra padella il restante burro (75 g) e saltatevi appena gli gnocchi poi prelevateli ed uno ad uno, fateli rotolare nella panure facendola aderire bene su tutta la superficie.
Impiattate e serviteli quando sono ancora caldi.
Per arricchire il dolce potete aggiungere una pallina di gelato alla crema cosparsa di una manciata di panure avanzata.
Nota: *Se utilizzate patate che avete acquistato da più giorni (quindi meno umide) ed avete osservato il passaggio di riposo in frigorifero prima di schiacciarle sarà sufficiente una quantità di farina minore (circa 200 g).
Se non amate le prugne potete sostituirle con altra frutta (albicocche essiccate, mirtilli..) oppure con una cucchiaino di nutella ghiacciata per evitare che fuoriuesca durante la cottura.
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questi gnocchi mi riportano a certi sapori dell’infanzia…
grazie!
Giuliana, io l’ho conosciuti anni fa tramite una signora del Friuli li adorati subito e ci vado pazza, il calendario è stato l’occasione per pubblicare la ricetta se li conosci saprati quanto sono buoni! Grazie di essere passata un abbraccio
Sai che mi hanno sempre incuriosito questi gnocchi… io che sono un’amate delle cucine “di frontiera” dovrò provarli senz’altro. Un bacio!
Alessia, tante belle ricette oggi sarebbero tutte da provare, vedrai questa non ti deluderà perchè so che anche a te piace il binomio dolce salato in abbinamento alla frutta 😉 un abbraccio
Ho letto varie volte di questi gnocchi e mi incuriosiscono molto… Salvo la tua ricetta e li provo, grazie!!!
Simona sono particolari ma buonissimi io ne sono golosa spero piaceranno anche a te. Fammi sapere 😉
Se ve un buen bocado.
Un saludito
Muchas gracias, hasta pronto 😉
Non conoscevo questi gnocchi, ma adesso voglio assolutamente provarli.
La ricetta mi piace davvero tanto.
Grazie mille per aver partecipato alla mia giornata.
Ti aspetto da me per scoprire i tanti consigli su come coltivare e prendersi cura di un prugno.
Camilla grazie a te per averci rivelato tutto su questo splendido, versatile frutto con il tuo articolo. È stato un piacere parteciparvi ed anche l’occasione per condividere sul blog una ricetta straordinaria legata ad un ricordo personale. A presto