
I dolcetti quaresimali al marzapane di Salonicco sono dolci consumati nel periodo pasquale in Grecia.
Dopo aver toccato la tradizione di Pasqua di tre diverse regioni italiane (Liguria, Abruzzo e Campania) con le ultime ricette, oggi ve ne propongo una greca che ho scoperto per caso e mi ha riempito di entusiasmo, più sotto vi spiego perché…
I DOLCETTI o BISCOTTI QUARESIMALI DI SALONICCO
A onor del vero la loro esatta denominazione è “biscotti quaresimali” di Salonicco, tuttavia, essendo la loro fattezza più simile a un dolcetto di frolla che a un biscotto ho deciso (arbitrariamente!) di ribattezzarli “dolcetti”.
Sono pasticcini a forma di mezzaluna con un ripieno di noci, frutta essiccata e confettura, spolverizzati di copioso zucchero a velo.
Si consumano durante la stagione quaresimale insieme a diversi altri dolci che celebrano questa festività, la più importante dell’anno per i greci.
Nei siti stranieri li chiamano skaltsounia e anche nel libro in cui li ho visti sono sottotitolati skaltsounia thessalonikis.
Non conosco approfonditamente la cultura greca ma con quel nome in genere sono indicati dei fagottini al formaggio, mi sfugge pertanto il collegamento con i skaltsounia.
UNA RICETTA CON UN IMPASTO ATIPICO
Stavo studiano le ricette di Pasqua da programmare sul blog, sfogliando uno dei tanti libri di cucina che ho in casa, “La cucina di Vefa“, ho scoperto questi dolci.
Mi hanno subito catturato per la particolarità dell’impasto, senza uova e senza burro (quindi gluten free, lacto free e anche vegan) e con un ingredienti particolare: la patata.
Si avete capito bene, la frolla (impropriamente chiamata così ma la consistenza è proprio simile, ancorché più morbida) è fatta con la patata anziché con burro, inoltre al posto della farina vengono impiegate le mandorle tritate.
Una peculiarità che ha colpito subito il mio spirito curioso e incline alla sperimentazione e mi ha acceso di entusiasmo come vi accennavo sopra.
L’intuito però mi suggeriva che questa preparazione fuori dell’ordinario mi avrebbe regalato soddisfazioni. E così è stato!
LE MIE OSSERVAZIONI SULLA RICETTA
Per realizzare i dolcetti quaresimali al marzapane di Salonicco vi consiglio di utilizzare patate fresche.
Quelle più vecchie, infatti, tendono ad assorbire maggiore acqua, fattore negativo per l’impasto che rischierebbe di risultare troppo umido e appiccicoso.
Per questo motivo sarebbe ideale cuocere le patate al vapore. Se le bollite in acqua, quindi, fate attenzione a non cuocerle troppo.
Per quanto riguarda il ripieno consiglio di mantenere l’abbinamento noci e albicocche essiccate.
Io ho provato a farli anche con fichi secchi e confettura di fichi al posto delle albicocche, sono buoni lo stesso ma l’abbinamento della ricetta originale li rende unici e particolari.

Ingredienti per 22/24 dolcetti:
- 450 g di mandorle pelate tritate
- 100 g di patata lessa
- 250 g di zucchero a velo
- 1 cucchiaio di acqua di rose (o brandy)
- 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
- cannelle q.b.
Ingredienti per il ripieno:
- 50 g di gherigli di noci tritati grossolanamente
- 80 g di uvetta sultanina
- 40 g di albicocche secche
- 50 g di scorze di arancia candite
- 2 cucchiai di confettura di albicocche
Preparazione:
Radunate in un mixer le mandorle, la patata lessa, lo zucchero, l’acqua di rose, l’estratto di vaniglia e lavorateli fino a ottenere un impasto sodo e malleabile.
Mettere il contenitore con l’impasto nel frigorifero per 2 ore, dopo averlo coperto con la pellicola oppure chiuso con un tappo o un piatto.
Per il ripieno unite le noci tritate grossolanamente, la frutta candita (arancia) e secca (albicocche e uvetta),la confettura e mescolate accuratamente.
Riprendete l’impasto dal frigorifero e stendetelo su di una spianatoia infarinata (con farina di riso se state realizzando una ricetta gluten free) a uno spessore di circa 3 mm poi con un coppapasta del diametro di 10 cm ottenete dei cerchi.
Mettete al centro di ogni disco un cucchiaio di ripieno poi ripiegate in due per ottenere una mezzaluna.
Infarinatevi le dita con lo zucchero a velo e fate una pressione sul bordo per farlo aderire bene ed evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura.
Disponete i biscotti su una teglia rivestita con carta forno.
Cuocete nel forno preriscaldato (statico) a 180° per 10/13 minuti, fin quando non risulteranno dorati.
Lasciateli raffreddare per 5 minuti poi sistemateli su una teglia con carta oleata ricoperta di zucchero a velo.
Ricoprite anche la parte superiore con abbondante zucchero a velo setacciato fino a ricoprirli completamente.
Se conservati in un contenitore ermetico e asciutto, si conservano anche un paio di settimane.
Potete quindi prepararli in anticipo e consumarli a Pasqua.

Nota: Se ti piace l’aroma dell’acqua di rose o ti avanza quello acquistato per realizzare questa ricetta usalo per fare la torta persiana di rose.



Che bella ricetta Serena..diversa dalle solite che girano sul web ..Brava !
Grazie Alessia, faccio sempre del mio meglio per dare creare contenuti originali sul mio blog, mi fa piacere se ciò viene apprezzato.
Che bontà questi dolcetti! Credo di averli mangiati in Grecia, tanti anni fa. Brava, come sempre, Serena
Ciao Terry, grazie! Allora tu saresti in grado di dire se il sapore sia verosimile a quelli originali. Fossi stata vicina ti avrei invitata ad assaggiarli. Buon inizio settimana e se non ci sentiamo prima buona Pasqua.
Questi dolcetti mi ispirano un sacco, sia la pasta che è davvero originale con sole mandorle e patate senza farina. E poi il ripieno.
Ciao Elena, questi dolcetti credo ti piacerebbero. Una frolla morbida con un ripieno di frutta secca e confettura, una vera delizia.
Quale miglior abbinamento per questi deliziosi dolcetti quaresimali di un ottimo Vin Santo del Chianti? Si tratta forse del più noto vino passito italiano, ottenuto mediante un antico procedimento che lo rende unico. Prodotto in Toscana, e più precisamente nelle province toscane di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, si ottiene dall’appassimento di uve trebbiano toscano e malvasia bianca lunga, con l’aggiunta di altre uve bianche tradizionali oppure, nel caso di Vin Santo Occhio di Pernice , sangiovese per almeno il 50%. Nella vinificazione tradizionale l’appassimento delle uve destinate alla produzione del Vin Santo avviene su graticci oppure sulla paglia, generalmente in locali ben aerati e posizionati sotto tetto per alcuni mesi, di solito fino al gennaio successivo alla vendemmia. A questo punto le uve non ammuffire vengono diraspate e pigiate. Quello che rende unico questo vino è l’affinamento in piccoli caratelli, piccole botti di legno di capacità che non superiore ai 50 litri.
Il risultato è un vino dal colore che va dal giallo dorato fino all’ambrato. Il profumo è intenso e complesso, con sentori di miele, noci, profumi di dattero, mele cotogne in confettura, mandorla, albicocca secca, canditi, scorza di agrume e vaniglia che si uniscono ad altre note di carattere prevalentemente ossidativo. Al gusto è dolce, vellutato, morbido, in bocca coerenza con il naso, si ritrovano al palato miele, noci, fico secco, albicocca disidratata, talvolta è presente un retrogusto di caramello, mandorla, mela matura o spezie dolci come la vaniglia. Il tutto supportato da una bella acidità. Insomma, si tratta di un vino che si abbina perfettamente ai dolcetti quaresimali di questa splendida ricetta e non solo perché “Santo”…anche perché la religione ha poco a vedere con questo vino, il nome deriva probabilmente dal greco “Xantos”, che significa “giallo” un chiaro richiamo al bel colore giallo ambrato di questo meraviglioso prodotto.
Grazie mmille Giulia per aver impreziosito questa ricetta con l’abbinamento di vino più appropriato, spero che chi legge seguirà il tuoi consiglio per avere il massimo del gusto da questa ricetta.