Ciambelle scottolate

Ciambelle cotte in acquaLe ciambelle scottolate sono un dolce tipico pasquale laziale ma non solo.

Quando studio nuove ricette per il blog mi piace perdermi nelle tradizioni delle nostre regioni, fra gli elementi che le diversificano le accomunano e le caratterizzano è così, in cerca di ricette meno note da proporvi, che mi sono imbattuta in queste ciambelline al delizioso profumo d’anice.

Mi piace credere che questo mio blog sia per chi lo frequenta, o chi ci capita per caso, un po’ come un giornalino da sfogliare e da cui apprendere non solo ricette ma anche curiosità sull’ampia tradizione gastronomica del nostro bel paese perchè, a mio avviso, anche il cibo è una forma di cultura.

PROVENIENZA E ORIGINE DELLA RICETTA

E’ seguendo questa ispirazione che mi sono imbattuta nelle ciambelle scottolate che è “usanza” fare a Pasqua, si fanno nella mia regione d’origine visto che vengono preparate in varie parti del Lazio verso Latina, (Terracina, Sezze) ma più in particolare al confine con i castelli romani ovvero Valmontone e Artena, come mi ha confermato mio zio che ha una casa vacanza lì, tuttavia attribuirgli una paternità certa non è stato possibile dato che si trovano anche nel patrimonio gastronomico marchigiano e  abruzzese.

E’ una ricetta rustica della tradizione povera che ricorda sapori antichi, la denominazione scottolate deriva dalla prima cottura che viene fatta in acqua bollente mentre la seconda avviene in forno (come si fa con i taralli pugliesi con la cui origine però non ha nulla a che fare), sono friabili e fragranti perchè non contengono lievito, hanno un meraviglioso profumo di anice e sono buone da inzuppare sia nel latte che nel vino.

Io le servirò con un ovetto di cioccolata inserito nel centro usandole come segnaposto perchè mi piace l’idea che in tavola ogni commensale abbia la sua porzione con una targhetta su cui è scritto il proprio nome, lo scorso anno avevo fatto le colombine salate quest’anno il segnaposto saranno le “scottolate”.

Se volete provare questa ricetta dal sapore semplice e facile da realizzare ecco come fare..

Ingredienti:

Tempo 65 min + riposo
persone quantità 8 pz
  • 250 g di farina 00
  • 50 g di zucchero semolato
  • 2 uova
  • 30 ml di olio di oliva
  • mezzo bicchierino da caffè si liquore all’anice (anisetta, sambuca, mistrà)

Preparazione:

Sgusciate le uova in una ciotola aggiungete lo zucchero e montatelo con una frusta (elettrica o a mano) fino a quando non sarà diventato spumoso.

Su di una spianatoia disponete a fontana la farina e versateci poco alla volta il composto di uova precedentemente sbattute, l’olio a filo, il liquore (in questa fase se volete potete aggiungere un cucchiaio di semi di anice che io non ho tuttavia messo).

Iniziata ad impastare riversando la farina verso il centro e proseguite sino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. (1)

Tagliate pezzi d’impasto di circa 50 g ciascuno,  ricavatene dei cilindri lunghi ma non troppo sottili e formate delle ciambelle del diametro di circa 5/6 cm.

Con un coltellino fate 4 o 5 piccoli taglietti da metà ciambella verso l’esterno. (2)

Lessate le ciambelle nell’acqua in ebollizione nella quale avrete disciolto prima un paio di cucchiai di olio ciò per evitare che si attacchino in cottura.

In ogni caso vi consiglio di calarle in acqua al massimo due alla volta. Inizialmente vedrete che il peso le farà affondare ma in seguito risaliranno, una volta salite a galla prelevatele con un mestolo forato per fargli perdere l’acqua e adagiatele su di un canovaccio ad asciugare.

Lasciatele asciugare per circa 8 ore (se le fate la sera per tutta la notte).

Trascorso il tempo di asciugatura trasferitele su di una leccarda ricoperta di abbondante carta forno ben distanziate fra di loro perchè nonostante l’assenza del lievito durante la cottura si gonfieranno un po’ e se sono troppo vicine potrebbero attaccarsi.

Infornate a180° nella parte media del forno e fatele cuocere per circa 35 minuti e comunque fino a doratura.

Essendo rustiche visivamente non sono molto belle, vi consiglio quindi di decorarle con una glassa allo zucchero fatta con acqua e zucchero a velo (indicativamente 1 cucchiaio di acqua e 5 di zucchero a velo ma per la consistenza regolatevi voi perchè non tutto lo zucchero a velo ha la stessa grana per cui potrebbe occorrerne di più) e lasciarle asciugare bene all’aria prima di riporle in una scatola di latta dove si conserveranno per diversi giorni.

Ciambelle pasquali

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34 commenti su “Ciambelle scottolate”

    1. Carmela Parrotta

      Salve Serena e interessante ,le vostre ciabelline,pasquale da tanto Tempo andavo in cerca,grazie buona giornata da Carmela Parrotta

  1. Che biscottini originali, non li avevo mai sentiti nominare. Io adoro tutto ciò che sa di anice quindi sono sicura che me ne innamorerei. Mi piace l’idea di usarli come segnaposto, devono essere molto carini con l’ovetto al centro. Hanno davvero un procedimento particolare, oltre alla doppia cottura c’è anche il riposo di una notte. Mai fatta una cosa dl genere

    1. Ciao Elena anche a me hanno colpito per quello doppia cottura come i taralli erano troppo particolari e le ho volute sperimentare non sono belle ma sono indubbiamente particolari con il loro profumo d’anice e la consistenza simile a un biscotti, fossimo state vicine te le avrei fatte assaggiare 😉

    1. Grazie mille che commento lusinghiero, sono felice che il blog ti sia piaciuto allora ti aspetterò per le prossime ricette. A presto!

    1. Ale, che carina che sei stata a passare sul blog vedere le scottolate, sono molto contenta ti siano piaciute. Un abbraccio grande

    1. Prego Chiara è un po’ questo il senso della condivisione mettere insieme le conoscenze per ampliarle sempre di più. Un abbraccio

  2. Adoro tutto quello che è ricordo, tradizione, e queste ciambelle mi hanno immediatamente conquistata…io sono del nord e proprio non ne avevo mai sentito parlare!
    Ma mi son piaciute, oh si….ecco anche una decina me le porterei via seduta stante, ahahaha 😉
    Buon fine settimana mia cara!

  3. Mi piace moltissimo riscoprire con te queste ricette dalla tradizione italiana e non (tra l’altro ho rifatto i tuoi hot cross buns convertiti con lievito madre..una bomba!!!!)
    Queste ciambelle hanno un aspetto super invitante 😛 Bravissima Serena e felice we <3

    1. Consu ha rifatto i miei hot cross buns che felicità!Hai sentito che buoni? Ho usato quello di birra perchè è più fruibile a tutti ma certamente con il lievito madre saranno fenomenali! Un abbraccio grandisssimoo

  4. te l’ho già detto milioni di volte ma mai mi stancherò di ripeterlo che venire da te è sempre bellissimo perchè sai sempre che ne esci più consapevole, più colto, più edotto, più incuriosito e non da ultimo ingolosito!
    così anche oggi mi porto a casa il pensiero di qst pezzo di tradizione a forma di ciambella e ti ringrazio

    1. Ciao Annalisa grazie mille “spadellare” e “sperimentare” mi diverte, sono lieta che le mie ricette ti piacciano. Buona domenica

  5. Appartengono alla tradizione gastronomica della zona di origine di mia mamma (Sabaudia) ma anche la nonna di mio marito in Abruzzo le faceva sempre!La tua è l’unica ricetta che coniuga i ricordi di entrambe !😉👏🏻😘

  6. Appartengono alla tradizione gastronomica della zona di origine di mia mamma (Sabaudia) ma anche la nonna di mio marito in Abruzzo le faceva sempre!La tua è l’unica ricetta che coniuga i ricordi di entrambe !😉👏🏻😘

    1. Cioa Manuela è una ricetta in bilico infatti tra diverse regioni confinanti me ne sono accorta quando ho studiato per fare il post. Mi fa piacere aver risvegliato bei ricordi con la mia ricetta.. il cibo è memoria e sentimento. Grazie per la tua testimonianza. Ti aspetto sul blog per altre ricette

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