Agrichef Festival CIA 2026: il Piemonte conquista la finale

Profumi intensi, cucine in fermento e una giuria pronta ad assaggiare per decretare il miglior talento gastronomico regionale del Festival Agrichef CIA 2026, l’evento targato Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani giunto alla sua VIII edizione.

La manifestazione intende valorizzare la cucina contadina stimolando la collaborazione fra gli agrichef e studenti degli istituti alberghieri italiani che insieme studiano e realizzano i piatti da candidare alla competizione.

Otto in tutto le regioni in gara quest’anno (Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Calabria, Puglia) con otto modi diversi di interpretare la propria cucina di appartenenza.

Partendo dai sapori freschi della Liguria a quelli più decisi della Sud ogni regione ha portato in tavola la propria tradizione, espressione di identità e tipicità unica.

Dal fagiolo di Bigliolo PAT della Lunigiana, al cotechino PAT Veneto, dallo scalogno di Romagna IGP, alla più conosciuta cipolla di Tropea IGP o al lardo di Colonnata IGP di Massa Carrara.

Dal moscatello di Taggia Doc, al Barbera d’Asti Docg, al Primitivo Salentino IGP per citare alcuni esemplari del comparto vitivinicolo in food pairing con i piatti proposti.

Alla fine la giuria selezionata da Agrichef Il festival CIA ha assegnato al Piemonte il podio 2026 di in questa competizione amichevole fra Regioni.

Agrichef Festival Cia 2026: i piatti sul podio

Agrchef Festival CIA i tre pistti podio 2026

Devo dire che la gara ha evidenziato carattere in ogni ricetta proposta in questa sfida amichevole “all’ultimo piatto” tenutasi, anche quest’anno, presso l’I.P.S.S.E.O.A. Amerigo Vespucci.

Benchè talune abbiano osato di più nella rivisitazione dei classici della propria regione mentre altre si siano mantenute più fedeli alle ricette originali, la scelta è risultata ardua.

Ma alla fine è stato il Piemonte a conquistare con la sua semplicità elegante con il piatto Armonie del Piemonte realizzato dall’Agriturismo la Géppina di Agliano Terme con l’Istituto Afp Colline Astigiane.

Un secondo a base di carne di Fassona Piemontese IGP con una panure di granella di nocciola Trilobata Tonda Gentile I.G.P. e grissini Rubatà P.A.T. (specialità piemontese del Settecento).

Servito con una fonduta al Blu di Capra D.O.P. e riduzione di Barbera del Piemonte D.O.C.G., accompagnato da una millefoglie di patate e barba di frate.

Una bella presentazione, diverse preparazioni tecniche; il risultato una carne tenera e una buona cottura tuttavia ho trovato azzardato l’uso del blu di capra essendo risultato un sapore un po’ forte nella dinamica del piatto.

Il secondo posto è andato ai “Maccarruni non ti scordar di noi’, piatto della Calabria proposto dall’azienda agrituristica Leopoldo Fazzolari affiancata dal Polo tecnico professionale ‘Luigi Einaudi’ di Lamezia Terme.

Una pasta fresca al ferretto schiacciata, condita con sugo di pomodoro dell’orto e carne mista di maiale, cipolla rossa di Tropea Calabria IGP, servita con una fonduta di pecorino Crotonese DOP.

Una ricetta che rievoca memoria gastronomica e reinterpretazione contemporanea; nella tradizione calabrese, infatti, era un piatto unico tipico della domenica che veniva servito su ceramica color ocra decorata con fiori non ti scordar di me.

Un piatto che sposa il detto Calabrese “risparmia e cumparisci” ovvero che fa fare bella figura con una spesa esigua considerato che la carne si mangiava di rado e per lo più nei giorni di festa.

Semplice ma gustoso, avvalorato dal racconto della sua origine che rappresenta l’essenza della tradizione calabra.

Fra i parametri di giudizio per dei piatti in gara c’era anche la capacità di narrare il piatto e in questo la Calabria ci ha fatto fare proprio un tuffo nella cucina contadina del passato.

Il terzo posto, invece, è andato alla Liguria con il “Raviolo bicolore al brabdacajun e moscatello” realizzato dall’Agriturismo-Enoturismo “Terre del Moscatello” e l’Istituto “E. Ruffini – D. Aicardi”

Un primo di pasta fresca ripiena di baccalà e patate (brabdacajun) servito con carciofi di Albenga, pregiata varietà Ligure.

Il brabdacajun è una ricetta ligure antica (pare del 1400) fra le più tradizionali, nata dalla necessità di conservare il pesce e pasto tipico dei naviganti.

In questa proposta la tradizione sposa la modernità diventando il ripieno di un raviolo decorato.

Le altre regioni partecipanti al Festival Agrichef

Senza alcuni ordine di gara vi racconto gli altri piatti proposti da Toscana, Puglia, Campania e Veneto tutte originali e aderenti alla tradizione contadina.

La Puglia ha partecipato con “U Callaridd” a base di carne di pecora e verdure locali (cardoncelli, patate, pomodorini e cipolle), una preparazione tipica della transumanza.

Piatto realizzata dall’Agriturismo Masseria Quisisana Mottola (TA), in collaborazione con Istituto Istruzione superiore “Mauro Perrone” Castellaneta (TA).

L’Emilia Romagna ha candidato gli “Uccellini scappati allo Scalogno di Romagna Igp” realizzato dall’Agriturismo Vignoli con Istituto Alberghiero Statale “Pellegrino Artusi” Riolo Terme (RA).

Ricetta della tradizione contadina rivisitata in chiave moderna che risale al tempo in cui gli uomini erano soliti andare a caccia e, nel mentre, le donne preparavano il pranzo scherzando se sarebbero tornati a mani vuote.

La Campania ha portato in gara la Zuppa di Naguale; piatto povero ma saporito della tradizione contadina campana realizzato dall’Agrituriscmo la Pietra di Tocco (BN), in collaborazione con Istituto di Istruzione Superiore IPSAR PIRANESI Capaccio Paestum (SA)

La Toscana ha partecipato con la “Polenta incatenata della Lunigiana”, piatto tipico tipico della zona tra Lunigiana e Garfagnana, realizzato con il fagiolo di Bigliolo, prodotto PAT della Lunigiana, lardo di Colonnata, farina di mais e verdure a foglia (come cavolo nero).

A realizzarlo l’Agriturismo il Poderetto Licciana Nardi (MS), in collaborazione con Istituto Professionale Alberghiero di Stato “G. Minuto” Marina di Massa (MS),

Infine il Veneto “Riso e fasoi alla Canarola e cotechino”; specialità tradizionale del Polesine.

A cucinarlo l’ Agriturismo Caprissio Porto Tolle (RO), in collaborazione con I’Istituto di Istruzione Superiore “Cipriani-Colombo” Adria (RO).

Considerzioni finali

Agrichef festival CIA giuria 2026

Questa finale non è stata una competizione ma una celebrazione della straordinaria biodiversità culinaria italiana.

Ogni regione ha portato una storia, un territorio, cultura, qualcosa di unico nel suo genere.

Sebbene il Piemonte abbia conquistato il primo posto, tutte le cucine in gara hanno dimostrato che il vero vincitore è il patrimonio gastronomico italiano, capace di unire tradizione, innovazione e passione.

Ancora una volta il Festival Agrichef Cia si è rivelato un volano per la valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano, capace di accendere fari sulle eccellenze D.O.P., I.G.P. e P.A.T del nostro paese.

Attraverso le abilità degli agrichef e la loro abilità nel reinterpretare la tradizione, il festival diventa un ponte fra passato e futuro.

Un impegno che si traduce in valore culturale capace di rafforzare il legame fra territorio, produttori, comunità degli agrichef e gli istituti alberghieri .

Un successo che su rinnova e in progressivo crescendo; lieta di averlo potuto raccontare anche quest’anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Torna in alto