L’olio del Lazio: intervista a Piero Palanti

olio del Lazio

Per il progetto Gran Tour dell’Associazione Italiana Foodblogger oggi parliamo dell’Olio del Lazio attraverso l’intervista che ho fatto a Piero Palanti, esperto di olio e ideatore di Extravoglio (la guida online gratuita, sull’olio extravergine di oliva).

Come vi avevo anticipato in questo post dal 2 luglio u.s. il Gran Tour d’Italia fa tappa per tutto il mese nel Lazio pertanto su Aifb verranno pubblicati articoli con argomenti a tema specifico, redatti dai soci laziali, per far conoscere il nostro bel territorio.

Dopo gli articoli introduttivi scritti da me sul territorio e sulla cucina regionale, quelli dei soci sui dolci, quello sui formaggi, sul mirandò e sulle birre laziali oggi si parla dI olio.

Attraverso la chiacchierata con Piero apprenderemo quali sono le peculiarità delle 4 DOP di olio prodotte nella regione Lazio.

Vi anticipo che la regione è interessata da tre zone di produzione, la Tuscia, la Sabina e il basso Lazio con le colline Pontine, che vantano ben 4 DOP: TUSCIA DOP, SABINA DOP, CANINO DOP E LE COLLINE PONTINE DOP.

Partendo dall’assunto, come dice Piero Palanti, che “l’olio prima di tutto è un succo di olive” e come tale il frutto va raccolto non troppo acerbo nè quando è troppo maturo, impareremo in questa intervista a conoscere le caratteristiche di ciascuna varietà e ad abbinarle ad alcuni prodotti del patrimonio gastronomico locale.

Scopriremo quale olio abbinare per esempio alla bazzofia (piatto tipico della zona pontina), con il pesce di lago caratteristico nel Lazio, con la trippa (tipico piatto romano). Ci saranno anche consigli pratici sull’utilizzo dell’olio in cucina e su come conservarlo. 

Al riguardo, dato che le leggi sono il mio pane quotidiano, vi segnalo cosa dice nello specifico la legge Mongiello (legge n.9/2013, art.7) sulla conservazione dell’olio la quale stabilisce che” il termine minimo di conservazione non può essere superiore ai diciotto mesi”

Il consiglio Oleicolo Internazionale (COI), inoltre, ha emanato una norma commerciale, non ancora recepita in termini di legge ma già norma di riferimento, secondo la quale “il termine minimo di conservazione non dovrebbe superare i dodici mesi dalla data di confezionamento per gli oli commercializzati in contenitori di vetro e i diciotto mesi per le confezioni metalliche”.

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