Ciambelle vegane

Graffe senza uova senza burro e senza latte

Prima regola in cucina: mai mettersi a cucinare se si ha fretta o siete svogliate.. Statisticamente la percentuale d’insuccesso è molto elevata, a me è capitato così quando ho deciso di fare queste ciambelle vegane seguendo la ricetta di un’amica blogger.

Mi sono cimentata a prepararle sabato scorso prima di andare all’evento The Grand Blogger Dinner (e di cui vi parlerò presto sul blog), la mia intenzione era di avviare il processo di lievitazione per farlo proghedire durante la notte cosicchè l’indomani mattina avrei potuto cuocerle e fotografarle con la luce del giorno e magari anche mangiarle a colazione..

Presa invece dai preparativi per la serata (parrucco, estetica, trucco, qualche telefonata per confrontarsi sull’outfit con altre blogger presenti alla serata) ho omesso un ingrediente fondamentale nella realizzazione dello starter; vedendo che non cresceva ho chiamato Simona per chiedere cosa potesse essere andato storto e mentre mi ripeteva gli ingredienti arrivata ad elencare “il lievito” a me è crollata una tegola in testa, lo avevo dimenticato!

Bon (come dicono a Torino), butto tutto, mi vesto, mi trucco, vado alla serata e non ci penso più, però poi l’indomani mattina mi sveglio presto e ricomincio tutto da capo.

L’idea delle ciambelle vegane mi aveva entusiasmata, ormai mi ero messa in testa di provarle e dovevo assolutamente farlo, tanto più che le ciambelle sono un classico del Carnevale quindi ho unito l’utilità del periodo ideale per pubblicarle all’irrefrenabile desiderio di sperimentazione in cucina.

Il risultato è stato grandioso! una ciambella senza uova, senza burro, senza latte soffice e morbida identica nel gusto e nel sapore a quella tradizionale.

Anche se il procedimento per farle è un po’ lungo vi consiglio di provarle perchè ne vale la pena e vi renderete conto da soli di quanto siano simile a quelle tradizionali..

Ingredienti (per 15 ciambelle):

  • 150 g di farina manitoba
  • 100 g farina 00
  • 70 g di zucchero
  • 1 cucchiaino raso di lievito di birra in polvere (o 4 g di lievito di birra fresco)
  • 125 ml di acqua
  • 30 ml olio di semi di girasole
  • 1 pizzico di sale
  • olio di semi di arachide per friggere
  • zucchero semolato (o a velo) q.b. per ricoprire le ciambelle

Ingredienti per il mix di aromi:

  • 1/2 baccello di vaniglia fresco (oppure
  • zeste di 1 arancia bio
  • zeste di 1 limone bio
  • 1 cucchiaino di marmellata di agrumi (io di clementine)
  • 1 cucchiaio raso di rum scuro

Preparazione:

Per prima cosa preparate il lievitino: prelevate dalle quantità totali previste nella ricetta 25 g di manitoba, 22,5 g di farina 00, il lievito e 50 ml di acqua, versate tutto in una ciotola e mescolate con una spatola.

Otterrete un impasto appiccicoso, copritelo con della pellicola trasparente senza bisogno di cospargerlo di farina e mettetelo a riposare per un’ora e mezza a 28° gradi, per ottenere tale temperatura potete lasciarlo nell’abitacolo del forno spento con la luce accesa oppure, come mi ha suggerito la mia amica Simona, potete accendere il forno a 50° per alcuni minuti poi spegnetelo e lasciate la porta del forno aperta per 4/5 minuti cosicchè la temperatura diminuirà arrivando ad una gradazione verosimile a quella richiesta.

Mentre il lievitino cresce preparate il mix di aromi: collezionate in una ciotola lo zeste dell’arancia, del limone, i semi di vaniglia, la marmellata di agrumi (io di clementine) e il rum, mescolate tutto e lasciate riposare fino al momento di utilizzarlo.

Trascorso il tempo previsto affinchè il lievitino si attivi (deve fare delle bollicine come si vede nella prima foto a sinistra del tutorial fotografico in basso), riprendetelo e aggiungete il resto delle farine, l’acqua (ATTENZIONE ricordatevi di avere prelevato in precedenza una parte dalla quantità totale sicchè nello specifico dovrete aggiungere 100 g di manitoba, 77,5 g di farina 00, 75 ml di acqua), il mix di aromi che avevate preparato in precedenza e tenuto da parte, lo zucchero.

A questo punto potete procedere impastando a mano oppure, come ho fatto io, utilizzando una planetaria con il gancio, azionatela a velocità bassa fino a compattare l’impasto a questo punto aggiungete gradualmente l’olio, con la frusta sempre in azione, e impastate a velocità media fino a quando l’olio non sarà completamente assorbito e l’impasto non avrà preso forma (seconda foto del tutorial fotografico in basso).

Per agevolarvi in questa operazione prelevate l’impasto dalla ciotola della planetaria e sbattetelo sul tavolo da lavoro con forza poi lavoratelo fino a quando non avrà assunto una consistenza liscia e corposa che si stacca dalla ciotola della planetaria o dal piano di lavoro (tenete conto che l’impasto risulterà comunque un po’ appiccicoso, ciò a causa della mancanza di materie grasse come burro o uova).

Lasciate l’impasto nella ciotola, copritelo con della pellicola trasparente e fatelo lievitare a 28° gradi per almeno 3 ore al riparo da correnti (ideale mettere la ciotola nel forno spento) fino a quando non avrà triplicato il suo volume.

Una volta triplicato spolverate il piano di lavoro, o una tavola di legno per impastare, con della farina adagiatevi l’impasto allargatelo con le mani dandogli una forma più o meno rettangolare.

Fate conto di dividere idealmente il rettangolo in tre parti A-B-C eseguite la piega partendo dalla sinistra (A) e piegatela sulla parte centrale (B), fate altrettanto con l’altro lato destro, piegate quindi la parte C sulla B.

Fate la seconda piega prendendo il lato più corto (i due estremi in alto e in basso per intenderci) e tiratelo verso il centro, replicate la piega con il lato opposto piegandolo sempre verso il centro.

Rovesciate l’impasto, noterete che ora si maneggerà con più facilità quindi formate una palla,  mettetela in una ciotola unta di olio e lasciatela lievitare nel forno spento con la luce accesa per..

Trascorso il tempo di lievitazione trasferite l’impasto su un piano di lavoro infarinato (io ho utilizzato la tavola per fare la pasta) e stendetelo a uno spessore di 1 cm tenendo l’impasto spolverato di farina.

Avvalendovi di un coppapasta da 12 (o 14 cm) intagliate dei cerchi e con un coppino più piccolo (oppure con il tappo di una bottiglia di acqua) formate il buco centrale (foto 3 del tutorial fotografico in basso).

tutorial su come fare le ciambelle

Allineate le ciambelle su una teglia distanziandole di 5 cm l’una dall’altra poi chiudetele nel forno spento con la luce accesa (temperatura ideale sarebbe sempre di 28°) e lasciatele lievitare per un’ora (comunque non meno di mezz’ora) fino a quando non avranno raddoppiato il volume.

Nel frattempo preparate dei quadrati di carta forno della grandezza adatta a contenere le ciambelle.

Quando le ciambelle saranno lievitate potete cuocerle in olio o al forno.

Nel primo caso versate l’olio di semi in una pentola capiente dai bordi alti e portatelo a 180°, una volta raggiunta la gradazione (se lo avete misuratela con un termometro per olio) calate 2, massimo 3 ciambelle dopo averle adagiate ciascuna su un quadrato di carta forno* che toglierete dopo pochi secondi con l’aiuto di una pinza.

Fate cuocere per circa 50 secondi poi girate le ciambelle sull’altro lato proseguendo la cottura per circa altri 40, devono colorirsi uniformemente.

Una volta cotte tiratele fuori con una schiumarola, adagiatele su carta assorbente per pochi secondi poi, fintanto che sono ancora calde e umide, tuffatele in una ciotola colma di zucchero ricoprendole da entrambi i lati.

Vanno mangiate appena fatte calde oppure tiepide.

Nell’ipotesi (improbabile!) che avanzassero scaldatele pochi secondi al microonde o al forno prima di mangiarle, in questo modo diventeranno di nuovo morbide.

Se invece preferite una cottura più leggera al forno, cuocetele a 180° per 15 minuti nella parte centrale del forno.

Una volta cotte noterete che avranno acquistato volume e saranno di un colore dorato.

Spolverate di zucchero a velo e mangiatele calde.

Graffe vegane

Nota*: l’utilizzo dei quadrati di carta per friggere serve per non far perdere il volume alle ciambelle e a non farle attaccare fra di loro.

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