Gelo di mellone

Gelo di anguria Avendo nel mio dna geni siciliani sento spesso il richiamo delle tradizioni sicule, adoro la loro cucina eppure ci sono ricette che ho sempre guardato con curiosità ed interesse ma non ho fattivamente realizzato, così quando ho visto che il calendario dedicava la giornata odierna al gelo di anguria ho pensato fosse l’occasione giusta per cimentarmi con questo dessert che non avevo mai fatto e che mi ha piacevolmente sorpresa.

Ad approfondire la tematica nel calendario del cibo italiano con la sua istrionica penna è la nostra Presidente Aifb Anna Maria Pellegrino che ci racconta la storia e le origini territoriali di questo dolce perchè come lei stessa dice nel suo blog: “il cibo è parte fondamentale dell’identità di un popolo e di una nazione e .. la storia del cibo si mescola, confondendosi con essa, con la storia di quel popolo e di quella nazione” sicchè conoscendo la territorialità di un piatto si riesce ad assaporarne appieno la sua essenza.

Per i siciliani è il “gelu di muluni” perchè “muluni” in siciliano significa anguria, per chi non conosce l’idioma il nome è fuorviante potendosi confondere con il melone,  ma nell’italiano comune è per tutti il gelo d’anguria; si tratta di un dolce al cucchiaio a base di polpa di anguria setacciata e gelatificata.

Incerta è la sua origine, alcuni ritengono sia stato adottato dalla cucina di Piana degli Albanesi, nella provincia di Palermo, dove intorno al XV secolo si stabilì una popolazione albanese (Arberesch) che visse in Sicilia, altri invece per la presenza di ingredienti tipici della cucina araba come cannella, frutta candita e pistacchi sono più inclini a riconoscergli un’influenza araba.

Oggigiorno è un dolce legato alla festa, di tenore religioso, che si tiene a luglio in onore di Santa Rosalia patrona di Palermo (c.d. Festino di Santa Rosalia) mentre in altre località dell’isola perde questo significato per divenire un dolce tipico della festa dell’Assunta a ferragosto.

Come molte ricette della tradizione anche questa soggiace a varianti territoriali o di memoria familiare, così nella varie versioni è possibile trovare spezie differenti per aromatizzarlo come la cannella, i chiodi di garofano, i fiori di gelsomino, la zuccata ma in tutte non manca mai il cioccolato fondente per simulare i semi d’anguria.

Io ho scelto di aromatizzarlo con la cannella poichè è la spezia che prediligo benchè eredità morale avrebbe dovuto suggerirmi la versione palermitana (con i fiori di gelsomino) in onore di Santa Rosalia perchè Rosalia era il nome della mia nonna paterna tuttavia, visto che lei questo dolce non lo faceva, mi sono sentita libera di assecondare il mio gusto personale.

E sulla scia di questo ricordo “privato” vi lascio la ricetta, per altro facilissima da fare, che a mio avviso merita di essere provata almeno una volta..

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Tempo 25 min
persone quantità 4

Ingredienti:

  • 1 kg di polpa di anguria matura
  • 200 g di zucchero
  • 80 g di amido per dolci
  • 50 g di cioccolato fondente
  • 30 g di pistacchi sgusciati
  • 1 stecca di cannella
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione:

Scottate i pistacchi in acqua bollente per qualche minuto poi asciugateli accuratamente, pelateli, tritateli grossolanamente e teneteli da parte.

Sminuzzate al coltello il cioccolato e tenete anche questo da parte in un luogo fresco.

Pulite l’anguria eliminando prima la buccia, poi tagliatela a pezzi e private la polpa di tutti i semi quindi passatela nel passaverdure munito di disco con i fori piccoli (in alternativa potete utilizzare il minipimer) e raccoglietela in una ciotola poi setacciatela con un colino a maglie strette.

Versate un mestolo del succo ottenuto in una tazza, aggiungete l’amido per dolci* poco alla volta mescolando ininterrottamente per evitare che si formino grumi quindi versatelo in una tegame ed aggiungete lo zucchero e la stecca di cannella.

Amalgamate il tutto poi mettete la pentola sul fuoco e, senza smettere mai di girare, attendete che arrivi a bollore.

Proseguite la cottura a fuoco dolce per altri quattro o cinque minuti (sempre mescolando) sino a quando la crema non si sarà addensata.

Togliete la casseruola dal fuoco ed una volta che il composto sarà quasi freddo e tenderà a diventare denso unite la cannella in polvere, il cioccolato ed i pistacchi tritati (io personalmente preferisco mettere il cioccolato ed i pistacchi soltanto sopra, al momento di servire il dessert).

Versate il composto in delle coppe di vetro oppure in degli stampini monoporzione (ideali quelli in silicone), sigillate con la pellicola e metteteli in frigorifero per circa 4 ore, meglio se per tutta la notte.

Al momento di servire decorate con scaglie di cioccolato e granella di pistacchi.

Dessert a base di anguria con cannella pistaccchi e cioccolato

Ricetta tratta da “L’Italia del Gambero Rosso – Sicilia”

Nota: *Per amido per dolci s’intente l’amido di mais (maizena) o di frumento.

 

 

Per questo post mi sono documentata qui:

L’Italia del Gambero Rosso – Sicilia

https://it.wikipedia.org/wiki/Gelo_di_melone

http://www.stayfood.it/il-gelo-di-melone-fresco-e-leggero/

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/08/17/le-ricette-scientifiche-il-gelo-di-mellone/

 

 

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