Frittata in stecco

Frittata in stile finger food
Frittatine monoporzione servite in stecco

Oggi il Calendario del cibo italiano ha riservato questa giornata alla tradizione della frittata, un piatto semplice conosciuto da tutti e di cui ci racconta le origini e le sue diversificazioni Irene Prandi, ambasciatrice odierna con questo post.

La frittata è un piatto di origine italiana il cui principale elemento sono le uova alle quali, una volta sbattute, vengono aggiunti altri ingredienti come parmigiano, verdure, affettati.

E’ un cibo conosciuto sin dall’antichità  visto già se ne parlava nell’unico ricettario di epoca romana (385 d. C.) che sia giunto fino a noi il “De re Coquinaria” di Apicio nel quale sono presenti diverse ricette di Maestro Martino de Bubeis, prima cuoco nelle cucine del Castello Sforzesco di Milano e poi al servizio del mondano patriarca di Aquileia, al secolo Ludovico Trevisan. Nel capitolo “per cocer ova in ogni modo”, si scopre che la frittata, nelle sue molteplici varianti, non veniva mai girata durante la cottura. Non diversamente ne  “La scienza in cucina e l’arte del mangiare bene” Pellegrino Artusi  (1891) al capitolo frittate sostiene che le uova sbattute debbano essere versate sugli altri ingredienti direttamente nella padella sul fuoco e cuocere senza voltarle.

Probabilmente proviene da ciò la metafora “non girare la frittata” per dire che come non si rigira la frittata così non si deve girare neppure il discorso.

Un piatto che vanta dei guinnes nella sua storia visto che già nel 1535, infatti, fu preparata presso la Certosa di Padula una frittata con ben 1000 uova in onore di Carlo V di Spagna che sostò lì con il suo esercito di ritorno vittorioso dalla battaglia di Tunisi mentre più di recente nel maggio del 1987 a Carcacia diPadròn in Spagna, il cuoco Antonio Rivera Casal ne ha realizzata una con ben 5000 uova.

Nella nostra tradizione culinaria è una ricetta che abbraccia tutta l’Italia dal Nord, dov’è famosa quella “rognosa” nella quale in aggiunta alle uova c’è il salame cotto sbriciolato e fritto, mentre al sud è diffusa la frittata “scammaro” fatta con l’aggiunta di pasta (maccheroni oppure più tipicamente spaghetti o vermicelli) in bianco o con il pomodoro.

Attraverso un viaggio nel tempo che va da Apicio sino ad oggi ho ripreso questa ricetta classica della cucina povera e ho voluto vestirla in chiave moderna donandogli una veste più fashion ed accattivante. Il mio contributo alla giornata di oggi, quindi, sono queste frittatine primaverili in stecco perfette per un brunch od un aperitivo in piedi, un finger food pratico e leggero essendo cotto al forno e senza girare la frittata come la tradizione originale vuole.

Volete sapere come le ho realizzate? leggete qui la ricetta

Tempo 40 min
persone quantità 4/6

Ingredienti:

  • 4 uova
  • 70 g parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di latte
  • 1/2 peperone
  • 1 zucchina piccola
  • 1 carota piccola
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 2 foglie di basilico
  • 1 scalogno piccolo
  • sale q.b.
  • olio evo q.b.

Preparazione:

Accendente il forno  a 180°

Mondate e tagliate a brunoise* le verdure, sminuzzate il basilico e tenete da parte.

In una padella fate scaldare un cucchiaio di olio con lo scalogno sminuzzato, quando quest’ultimo inizierà a diventare trasparente aggiungete le carote e fatele cuocere 5 minuti a fuoco basso, inserite poi il peperone, cuocete 5 minuti ed alla fine mettete le zucchine e fate andare anche quest’ultime per 5 minuti insieme alle altre verdure avendo cura di aggiungere un pò di olio (o un cucchiaio di brodo vegetale o d’acqua) se troppo asciutte. Poco prima di spegnere la fiamma mettete metà del basilico. Tenete le verdure da parte per farle raffreddare.

Nel frattempo sgusciate le uova in una ciotola abbastanza capiente salate e inziate a sbatterle con una forchetta. Aggiungete il latte, la noce moscata, il parmigiano ed il restante basilico, sbattete ancora qualche minuto poi inserite le verdure precedentemente cotte ed amalgamate bene il tutto.

Versate il composto nelle forme in silicone e mettetelo a cuocere in forno a 170° per 20/25 minuti fin quando non risulteranno ben dorate.

Una volta cotte estraetele subito dal forno per evitare che si asciughino troppo.

Con un coltello affilato praticate un’incisione nella parte sotto della frittata ed inserite lo stecco in legno.

Man mano che le realizzate adagiatele su di un vassoio e servitele tiepide oppure fredde.

Frittatine con verdure primaverili

frittata in versione finger food servita con stecco
Frittatine primavera in stecco – versione pic nic

Nota: Per fare queste frittatine in stecco ho utilizzato uno stampo in silicone ma se non l’avete potete attrezzarvi con un coppapasta rotondo o rettangolare. Realizzate la frittata intera e coppatela ricavando tante frittate monoporzione della medesima dimensione.

*Il taglio a brunoise è una tecnica che si utilizza solo per le verdure e consiste nel tagliarle prima a julienne e poi a cubetti tutti del medesimo spessore che varia da 1 a 3 mm.

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